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CCAMLR 2017: nessuna nuova MPA

CCAMLR 2017: nessuna nuova MPA Posted on 28 Ottobre 2017

27 ottobre 2017: si sono conclusi ieri a Hobart i lavori della 36a riunione annuale del CCAMLR e i 300 delegati appartenenti a 24 nazioni più i rappresentanti dell’Unione Europea sono rientrati nei rispettivi paesi. Quest’anno nessun annuncio riguardo alla creazione di nuove aree marine protette (MPA) nell’Est dell’Antartide, nel mare di Weddell e nella Penisola antartica, sebbene le proposte siano state esaminate durante le due settimane di lavori. 

La proposta di instaurare una MPA nell’Antartide orientale era già stata presentata nel 2016 dalla Francia, dall’Australia e dall’Unione Europea e una versione rivista è stata sottoposta anche quest’anno ai delegati CCAMLR. Da quanto comunica il CCAMLR, la proposta è stata oggetto di molte discussioni, ma un accordo non è stato trovato, a quanto pare per l’opposizione della Russia e della Cina. Nemmeno gli articoli che a metà ottobre – sulla stampa di mezzo mondo – annunciavano la “strage di pinguini in Antartide” (nella colonia di Dumont d’Urville nella stagione riproduttiva 2016-2017) hanno avuto effetto. La MPA dell’Antartide orientale (East Antarctica) non sarà proclamata nemmeno quest’anno: da qui si conclude che per alcuni paesi aderenti al CCAMLR la protezione dell’oceano antartico non è un argomento di primaria importanza, e viene in secondo piano dopo motivazioni economiche e/o geopolitiche. Anche la proposta di creare una MPA del Mare di Weddell, sostenuta dalla Germania, non è stata approvata. 

(c) WWF

La riunione di quest’anno non ha quindi avuto lo stesso esito storico di quella del 2016 (35a riunione CCAMLR), quando fu annunciata l’istituzione della Riserva Marina del Mare di Ross, il più vasto santuario marino al mondo: 1,57 milioni di chilometri quadrati di oceano, protetti per 35 anni, di cui 1,1 milione di km2 in cui la pesca è vietata (un’area vasta quanto la Francia e la Spagna riunite, che include anche la zona sottostante la piattaforma di Ross), più un’area dedicata allo studio del krill (in cui è vietata la pesca) e una «Special Research Zone».

La proposta di creare una MPA nel Mare di Ross – annuncio reso pubblico dal CCAMLR esattamente un anno fa, il 28 ottobre 2016 – era stata presentata dalla Nuova Zelanda e dagli Stati Uniti, sostenuta da diverse associazioni ambientaliste, da numerosi ricercatori antartici e persino da personalità dello spettacolo come Leonardo Di Caprio: l’accordo internazionale era stato raggiunto dopo anni di discussioni ed è stato un momento storico. Un grande successo per la protezione dell’ecosistema e della biodiversità del mare di Ross, definito «l’ultimo oceano vergine del pianeta» – un’area in cui si riproducono pinguini Adélie, pinguini imperatore, petrelli di varie specie, skua antartici, pesci come il Silverfish e l’Antarctic toothfish (Dissostichus mawsoni), le foche di Weddell,  e che rappresenta anche la «dispensa» delle balenottere e il terreno di caccia delle orche.

Dal 1996 tuttavia nel mare di Ross (zona CCAMLR 88) si spinge anche una flotta di pescherecci per la cattura del Dissostichus mawsoni; alcuni sono autorizzati dalla CCAMLR, altri sono navi di bracconieri. Le quote di Dissostichus pescate legalmente si aggirano sulle 3.000 -3500 tonnellate, vedere grafico qui sopra (in verde le quote della zone CCAMLR 88 in cui si trova il mare di Ross). La pesca del D. mawsoni è una attività commerciale estremamente redditizia; tuttavia l’effetto sull’ecosistema del mare di Ross è disastroso: il D. mawsoni è una delle prede delle orche, il cui numero tende a calare; mentre le prede del Dissoctichus come il Silverfish aumentano e di conseguenza aumenta anche la popolazione di pinguini Adélie. Tutto l’ecosistema viene alterato e sbilanciato. Nell’oceano intorno alle isole subantartiche vive un’altra specie di Dissostichus, il D. eleginoides. Anche questo viene pescato: le quote di catture autorizzate annualmente sono stabilite dai paesi a cui appartengono le varie zone economiche esclusive (ZEE). Per quanto riguarda la Francia, per esempio, è il Prefetto delle Terre australi e antartiche francesi (TAAF) a stabilire le quote di pesca del D. eleginoides e di altre specie di pesci che si trovano nelle ZEE delle TAAF. A questo proposito rimando al post sulla Campagna POKER che si è conclusa il 30 settembre con la valutazione della biomassa delle risorse alieutiche sul Plateau di Kerguelen. Pescate 46 tonnellate di pesce di 60 diverse specie e marcati (e rilasciati) 75 esemplari di D. eleginoides.

David Ainley in una delle colonie di pinguini Adélie dell’isola di Ross (c) John Weller, The Last Ocean

Il magnifico documentario “The Last Ocean” del regista neozelandese Peter Young e il sito web del fotografo John Weller hanno contribuito a far conoscere il mare di Ross e a sostenere la proposta di creare un’area marina protetta. Il film “The Last Ocean” – assolutamente da vedere – include interviste dei principali ricercatori che hanno lavorato nel mare di Ross: l’ecologo David Ainley – il maggior esperto mondiale di pinguini Adélie (quarant’anni di studi sull’ecosistema del mare di Ross), Art De Vries, Joe Eastman, Stacy Kim, Grant Ballard, e anche interviste di Daniel Pauly e di Sylvia Earle. La Riserva marina del Mare di Ross diventa effettiva il primo dicembre 2017. Un piano di ricerca e monitoraggio nella MPA (RMP) sarà avviato per verificare nel corso degli anni quanto le misure di protezione siano efficaci per la conservazione dell’ecosistema e della biodiversità nel mare di Ross.  Ma quanti anni occorreranno prima che venga annunciata la creazione delle altre MPA, in modo che tutto l’oceano intorno all’Antartide sia interamente protetto, come lo è il continente?

FOTO DI APERTURA: (c) CCAMLR – Foto di David Ainley: (c) John WELLER – cartina MPA: WWF – FOTO del pinguino Adélie che esce dall’acqua: (c) John Weller

(c) John Weller – The Last Ocean – QUI il suo sito

SITO DI PENGUINSCIENCE: qui, una animazione spiega come nell’arco degli ultimi 54.000 anni le colonie di pinguini Adélie nel mare di Ross si sono adattate all’avanzare e al ritrarsi delle piattaforme di ghiaccio, dei ghiacciai costieri e alle variazioni di livello marino. I dati sono ottenuti da studi del geologo Carlo Baroni dell’Università di Pisa e dell’ecologo e zoologo Steve Emslie, esperto di paleoecologia degli uccelli, professore al Dipartimento di Biologia e Biologia marina della University of North Carolina a Wilmington. VIDEO dell’attività dei ricercatori nelle colonie di Adélies sull’isola di Ross. Progetto in corso. 

Autore: David Ainley, edito da Columbia Univeristy Press (2002). L’opera più completa ed esaustiva attualmente esistente sui pinguini Adélie.

Video su David Ainley.

PENGUINSCIENCE  (D. Ainley)

SITO FACEBOOK “PENGUIN ECOLOGY” 

SITO “PENGUIN ECOLOGY, Ecologia e Conservazione dell’Ecosistema Antartico” , tenuto dalla biologa Sivia Olmastroni, la maggiore esperta di pinguini Adélie in Italia (collabora con Dave Ainley e con Grant Ballard) e responsabile del progetto sostenuto dal PNRA PenguinERA: Ecologia, Riproduzione e Adattamento di una specie sentinella per il cambiamento climatico.  PdR PNRA2016_00004 P.I. S. Olmastroni