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Il vento fa scomparire i fiocchi di neve

Il vento fa scomparire i fiocchi di neve Posted on 30 Settembre 2017

Come un prestigiatore, il vento catabatico dell’Antartide fa “scomparire” i fiocchi di neve. Prima che possano depositarsi al suolo ne causa la sublimazione, trasformandoli da minuscoli e preziosi cristalli di ghiaccio direttamente in gas, ovvero vapor acqueo. Il risultato è un calo delle precipitazioni nevose effettive sulle coste dell’Antartide, con una conseguenza non trascurabile sul bilancio di massa delle calotte antartiche. La scoperta – pubblicata online il 25 settembre su PNAS – è opera di un team di ricercatori svizzeri e francesi dell’Ecole polytechnique fédérale di Losanna (EPFL), del Laboratoire de météreologie dynamique (LMD/IPSL/CNRS), dell’Institut de géosciences de l’environnement (IGE/OSUG/CNRS) e dell’European centre for medium-range weather forecast (ECMWF).

La base Dumont d’Urville sull’arcipelago di Pointe Géologie nella terre Adélie, illuminata dal sole di mezzanotte. Sullo sfondo il ghiacciaio dell’Astrolabe. (c) Lucia Simion

Grazie all’utilizzo di strumenti innovativi posizionati alla base francese Dumont d’Urville fra il 2015 e il 2016 nell’ambito del progetto APRES3 (Antarctic Precipitation: Remote Sensing from Surface and Space), è stato possibile spiegare la causa della diminuizione di precipitazioni di neve sulle coste della terra Adélie: i ricercatori hanno scoperto che i venti catabatici causano la sublimazione dei fiocchi di neve nella bassa atmosfera, e con modelli matematici hanno calcolato che il calo delle precipitazioni nevose al suolo è del 17% sulle coste del continente e del 35% nell’Antartide orientale. Con l’aumento delle temperature planetarie il fenomeno potrebbe intensificarsi e controbilanciare l’aumento delle precipitazioni di neve, in particolare nelle zone dove i venti catabatici sono particolarmente intensi – come nella terra Adélie e anche nell’area della base italiana Mario Zucchelli (MZS) a Baia Terra Nova nel mare di Ross. I ricercatori hanno comunque previsto una nuova raccolta di dati, soprattutto in zone con topografia complessa, dove l’effetto dei venti catabatici puo’ essere modificato dalla configurazione del terreno. 

Il progetto APRES3 è svolto in collaborazione con il programma polare francese IPEV. I venti catabatici sono caratteristici dell’Antartide: come si formano? Il continente è ricoperta da due calotte di ghiaccio molto estese e con uno spessore fra 2,2 km a 4,6 km: a contatto con il ghiaccio l’aria si raffredda e la sua densità aumenta. La massa d’aria densa scivola poi verso la costa come una «cascata d’aria». Si chiama vento catabatico o anche «vento di caduta» proprio perché è causato da masse d’aria freddissima che scivolano giù da pendii scoscesi. Puo’ avere la violenza di un uragano (300 km/h) ma dura poco perché dopo un po’ si esaurisce.

Quando si scatena, il vento catabatico solleva turbini di neve in una fascia di circa 300 metri di spessore, situata presso il suolo. I ricercatori di APRES3 hanno osservato che l’aria immediatamente sovrastante a questa fascia di 300 metri è molto asciutta ed è proprio attraversandola che i fiocchi di neve «si volatilizzano» – scompaiono – vengono sublimati e ritornano molecole d’aria. Questo fenomeno non era mai stato osservato in precedenza, né rilevato da satelliti o da altri strumenti. Andrà preso in considerazione nella valutazione del bilancio di massa delle calotte antartiche. 

AUTORI DELLA PUBBLICAZIONE: Jacopo Grazioli, Jean-Baptiste Madeleine, Hubert Gallée, Richard M. Forbes, Christophe Genthon, Gerhard Krinner and Alexis Berne, “Katabatic Winds Diminish Precipitation Contribution to the Antarctic Ice Mass Balance”, Proceedings of the National Academy of Sciences, 25 September 2017.

Un cristallo di neve (c) K. Libbrecht, http://www.snowcrystals.com/

NEVE: E’ una precipitazione in forma di cristalli di ghiaccio che si formano nelle nubi quando la temperatura locale è inferiore a zero gradi centigradi. Il vapor acqueo si trasforma direttamente in cristalli di ghiaccio. Esiste una gran varietà di forme di cristalli di neve.  http://snowcrystals.com/  è un fantastico sito web dedicato alla fotografia dei cristalli di neve. La neve è un ottimo isolante ed ha una grande capacità di riflettere i raggi solari: si dice che ha un albedo elevato. Riflettendo i raggi del sole impedisce alla Terra di surriscaldarsi: per questa ragione le zone ricoperte di neve e di ghiaccio sono molto importanti nel contrastare le conseguenze del riscaldamento globale. La neve è un elemento della criosfera, quella parte del pianeta ricoperta di neve e di ghiaccio (Groenlandia e oceano glaciale Artico, Antartide, ghiacciai montani, ecc). In Antartide si ottiene acqua sciogliendo la neve. I pinguini sgranocchiano le neve per dissetarsi.

CREDITO FOTOGRAFICO DELLA FOTO DI APERTURA: La base francese Dumont d’Urville nella terre Adélie, dove si è svolta la ricerca fra il 2015 e il 2016. (c) Nelly GRAVIER/Servizio comunicazione TAAF.