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E’ partita la XXXIII spedizione del PNRA

E’ partita la XXXIII spedizione del PNRA Posted on 22 Ottobre 2017

Il 19 ottobre – dopo uno scalo a McMurdo – i primi 17 membri della 33a campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide sono arrivati alla stazione Mario Zucchelli (MZS) a Baia Terra Nova per aprire la base e prepararla ad accogliere i partecipanti della nuova stagione di studi che durerà 4 mesi. Insieme a loro c’erano due piloti e un meccanico della compagnia Helicopters New Zealand, che da anni collabora con il PNRA. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha finanziato la campagna 2017-2018 con 23 milioni di euro; all’ENEA spetta come sempre la gestione della logistica, mentre al CNR la programmazione e il coordinamento scientifico.

I 17 membri della spedizione 2017-2018 in Antartide, all’aeroporto di Christchurch in Nuova Zelanda, prima dell’imbarco verso McMurdo. Durante il volo è d’obbligo indossare l’abbigliamento polare in dotazione. Nella foto si riconoscono alcuni veterani di MZS, di Dome C e della traversa. (c) Foto ENEA

Il capo-spedizione della campagna alla base Mario Zucchelli è Alberto Della Rovere, uno dei più esperti tecnici logistici del Programma Nazionale di ricerche in Antartide (nella foto qui sopra è il primo da destra, con la barba brizzolata). Mentre a Concordia il capo-spedizione è Giampiero Venturi.

I partecipanti alla 33a spedizione del PNRA sono 210: di questi, 25 sono militari di Esercito, Marina e Aeronautica che come ogni anno – dal 1985 – supportano l’attività di tecnici e ricercatori. I progetti di ricerca programmati sono 50, fra cui nuove ricerche sul Dissostichus mawsoni e sull’Antarctic silverfish (Pleuragramma antarctica) nell’area marina protetta del Mare di Ross – creata durante la riunione del CCAMLR del 2016.

Proseguono anche il monitoraggio delle tre colonie di pinguini Adélie nell’area di Terra Nova Bay-Melbourne: Edmonson Point, Adélie Cove e Inexpressible island.

Bollicine d’aria contenute nel ghiaccio della carota EPICA. La sezione sottile della carota è stata preparata da Sepp Kipfsthul dell’AWI. (c) Lucia Simion

Glaciologi, geofisici e tecnici di perforazione del consorzio Beyond EPICA Oldest Ice (BE-OI) proseguiranno le perforazioni-test nella calotta in due aree intorno a Concordia (Little Dome C a circa 40 km di distanza e North Patch a 10-30 km), alla ricerca di un punto in cui la calotta racchiude l’archivio climatico dell’ultimo milione di anni in Antartide. Il progetto BE-OI – è finanziato dalla Commissione Europea con 2,2 milioni di euro e si svolge nell’arco di tre campagne estive  dal 2016 al 2019; vi partecipano ricercatori e tecnici di 14 istituzioni appartenenti a 10 diversi paesi; il coordinamento è dell’Alfred Wegener Institut di Bremerhaven (AWI).

Il ghiaccio “più antico” estratto finora è datato 800.000 anni ed è stato ottenuto dal Progetto EPICA che si è svolto a Dome C fra il 1997 e il 2004 (e in parte anche alla stazione tedesca Kohnen nella Dronning Maud Land): vi hanno partecipato glaciologi, climatologi e tecnici di dieci paesi europei. La carota EPICA – in realtà una fila di diverse carote – misura quasi 3,2 km e racchiude l’archivio climatico degli ultimi otto cicli glaciale-interglaciale. I risultati del progetto sono stati pubblicati su Nature nell’aprile del 2004. Ricercatori e tecnici di EPICA erano riusciti a risalire nel tempo di circa 400.000 anni in più rispetto alla carota di Vostok, datata 420.000 anni. Nel 2008 il progetto EPICA ha ricevuto il premio Descartes dall’Unione Europea.

Lo scopo del progetto BE-OI è quello di superare gli 800mila anni ed estrarre ghiaccio contenente i dati climatici della transizione fra 900.000 e 1.200.000 anni fa, quando i cicli glaciali-interglaciali si alternavano ogni 40.000 anni; passato il milione di anni si alternano ogni centomila anni. L’analisi di carote di sedimenti marini ha permesso di scoprire questa differenza, tuttavia solo le carote di ghiaccio contengono bollicine di aria che permettono di conoscere la composizione dell’atmosfera terrestre del passato e quindi la concentrazione di CO2, di metano, ecc.

(c) Aeronautica militare

La pista di atterraggio di Boulder Clay: iniziati nelle ultime due campagne estive, i lavori di allestimento della pista di Boulder Clay continueranno anche nel corso di questa stagione. Una volta operativa, la pista servirà anche alle basi vicine a MZS: la coreana Jang Bogo, la tedesca Gondwana – e perché no, anche alle stazioni più lontane come McMurdo e Scott – situate a circa 350 km di distanza sull’isola di Ross. In caso di emergenza una pista supplementare è indispensabile. Senza contare che una nuova stazione cinese dovrebbe essere inaugurata su Inexpressible island, forse nella stagione 2018-2019.

La stazione Mario Zucchelli sulle Northern Foothills. Sullo sfondo la polinia di baia Terra Nova. (c) Lucia Simion

CONCORDIA: il 7 novembre partirà dal MZS il personale che parteciperà alla campagna estiva a Concordia: per i 13 membri del wintering crew terminerà un isolamento di otto mesi.

Stazione Mario Zucchelli, posizione: 74°42’S, 164°07′ E  (+ 12 ore)

Base italo-francese Concordia: 75°06′ S, 123°21′ E  (+ 6 ore)

(c) Lucia Simion

Foto: la stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova (c) Lucia Simion, bollicine d’aria nella carota EPICA e la stazione Concordia (c) Lucia Simion, All rights reserved.