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Più sedimenti nelle acque dell’Artico

Più sedimenti nelle acque dell’Artico Posted on 6 Gennaio 2018

Foto di apertura: (c) S. Hendricks

Un gruppo di ricercatori americani ha dimostrato che nell’acqua dell’oceano artico la quantità di sedimenti provenienti dalla piattaforma continentale è aumentata rispetto a dieci anni fa: lo provano i risultati dell’analisi di campioni d’acqua prelevati in 69 diversi punti dell’oceano, dalla piattaforma continentale del mare di Chukchi fino al polo nord geografico.

Il percorso dei ricercatori e le zone dove sono stati effettuati i campionamenti d’acqua. Credito: N. Renier

Lo studio si è svolto nel 2015 e i risultati sono stati pubblicati questa settimana su Science Advances (l’accesso alla pubblicazione è open). L’oceano Artico è un bacino stretto fra i continenti; le piattaforme continentali formano il 50% della sua area. L’aumento delle temperature globali sta modificando l’equilibrio di questo oceano con diversi meccanismi:   (1) lo scioglimento del permafrost terrestre e delle piattaforme continentali (2) l’aumento del volume d’acqua trasportato dai fiumi (3) la ridotta estensione del ghiaccio marino, che favorisce il rimescolamento delle acque superficiali da parte dei venti e l’upwelling, (4) l’erosione costiera. Quali sono le conseguenze a lungo termine? Come cambiano la chimica e la produttività biologica dell’oceano artico quando le sostanze disciolte nelle sue acque aumentano?

Kolyma, Lena, Yenisey, Ob: quattro grandi fiumi sfociano nell’oceano glaciale artico. I sedimenti vengono depositati sulla piattaforma continentale della Siberia orientale e sono poi trasportati dalla corrente transpolare attraverso il cuore dell’oceano artico verso il nord e l’est della Groenlandia. Oltre ai sedimenti trasportati dai fiumi anche l’erosione costiera causa un aumento di sostanze disciolte nell’oceano e pure lo scioglimento del permafrost (terrestre e della piattaforma continentale). In particolare, i ricercatori hanno rilevato un aumento della concentrazione di radio-228 rispetto al 2007. Questo potrebbe accompagnarsi anche ad un aumento di carbonio organico, di nutrienti e di metalli in tracce. A causa dell’aumento delle temperature globali è in atto un profondo cambiamento della biochimica delle acque dell’oceano artico. Gli autori della ricerca ritengono che la produttività primaria potrebbe risultarne compromessa.

REFERENZA:

“Increased fluxes of shelf-derived materials to the central Arctic Ocean,”

Autori: L.E. Kipp; M.A. Charette; P.B. Henderson at Woods Hole Oceanographic Institution in Woods Hole, MA; L.E. Kipp at Massachusetts Institute of Technology–Woods Hole Oceanographic Institution Joint Program in Oceanography/Applied Ocean Science and Engineering in Woods Hole, MA; W.S. Moore at University of South Carolina in Columbia, SC; I.G. Rigor at University of Washington in Seattle, WA.