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Antartide, 1968

Antartide, 1968 Posted on 10 Dicembre 2018

Siamo in cammino, ramponi ai piedi, sul ghiaccio di un lago annidato fra i monti Transantartici. Alle venti dell’11 dicembre io e Ignazio abbiamo lasciatole tre baracche della base Vanda e siamo partiti per una traversata sulle montagne fino all’altipiano polare.

Inizia cosi’ il diario di una spedizione che Marcello Manzoni, geologo, e Ignazio Piussi – alpinista – effettuarono fra il dicembre 1968 e il gennaio 1969, fra i monti Asgard e l’Olympus Range nella catena dei monti Transantartici, esplorando anche un’area del plateau polare e ritornando poi nella valle Wright, una delle McMurdo Dry Valleys. I due percorsero a piedi oltre 240 km su montagne dove nessuno era mai stato, scoprirono i tronchi fossilizzati di una foresta risalente al Permiano sul monte Fleming, attraversarono il ghiacciaio l’Airdevron Six zigzagando fra pericolosi crepacci, effettuarono 8 prime salite, restarono confinati nella loro tenda Moretti nei giorni di bufera e di catabatico, esplorarono il Labirinto nella valle Wright (vedere il loro percorso nella mappa qui sotto).

La copertina di Zingari in Antartide di Marcello Manzoni, editori Alpine Studio 2012.

Il racconto di questo «vagabondaggio polare» è stato pubblicato solo nel 2012 – con il titolo di Zingari in Antartide. Manzoni – autore del testo – e Piussi erano membri della prima spedizione italiana del CAI e del CNR in Antartide, insieme a Carlo Mauri (capospedizione), Carlo Stocchino (meteorologo e oceanografo del CNR), Aldo G. Segre dell’Università di Messina (direttore scientifico della spedizione) e Alessio Ollier guida alpina del CAI. La spedizione CAI-CNR aveva il sostegno logistico del New Zealand Antarctic Research Programme (NZARP, precursore di Antarctica New Zealand), gli italiani erano ospiti a Scott Base sull’isola di Ross e collaboravano con ricercatori neozelandesi come il geologo Peter Webb.

Sono passati cinquant’anni dall’avventura di Manzoni e Piussi in Antartide: all’epoca l’Italia non aveva ancora sottoscritto il Trattato Antartico (firmato nel 1981), il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide non esisteva (fu istituito nel 1985) come non esisteva la base scientifica di Baia Terra Nova (oggi Mario Zucchelli), i primi edifici furono installati nel 1986. Neil Armstrong e Buzz Aldrin non avevano ancora posato piede sulla Luna (luglio 1969).

Negli anni che seguirono quella prima spedizione CAI-CNR dell’estate australe 1968-69, i professori Carlo Stocchino e Marcello Manzoni – oltre a ritornare varie volte in Antartide -contribuirono attivamente all’adesione dell’Italia al Trattato Antartico e alla scelta di Baia Terra Nova come località per l’installazione della stazione scientifica italiana; per conto del CNR e del Ministero della Ricerca Scientifica nel 1984 Carlo Stocchino completo’ la stesura  preliminare del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, includendo gli aspetti scientifici, logistici e finanziari (il PNRA fu istituito con la Legge del 10 giugno 1985, n. 284). Nel 1985 Stocchino fu il responsabile scientifico della prima spedizione del PNRA in Antartide.

Qui sopra: la copertina di un bellissimo libretto curato da Marcello Manzoni e Roberto Azzolini del CNR, sulla presenza italiana in Antartide. Nella fotografia scattata davanti a Scott base – i membri della prima spedizione del CAI-CNR, nel 1968-69: in piedi da sinistra il capospedizione Carlo Mauri e il capospedizione scientifico Aldo G. Segre; in basso la guida Alessio Ollier, il geologo Marcello Manzoni, il meteorologo Carlo Stocchino e l’alpinista Ignazio Piussi.