Posted in Antartide Artico Conferenze Eventi Home

Davos: seconda giornata

Davos: seconda giornata Posted on 20 giugno 2018

Davos: seconda giornata. Il ritmo è serrato. Inizio alle 8 della mattina con conferenza plenaria del professor Dake Chen, oceanografo, direttore dello State Key Laboratory of Satellite Ocean Environment Dynamics Second Institute of Oceanography a Hangzhou (Cina); dal 1995 al 2006 è stato ricercatore al Lamont-Doherty Earth Observatory. Titolo della presentazione: China potential contribution to SOOS and MOSAIC (due progetti che si svolgeranno nell’Artico). Conclude la sua keynote presentando un video di animazione sul secondo rompighiaccio cinese attualmente in costruzione e aggiunge: «China is in the process of largely enhancing its polar research activity».

Il professore Chen durante la sua keynote

Dopo Il professor Chen ha parlato Elizabeth Thomas del British Antarctic Survey; tema: Unlocking the Earth’s climate history using ice cores (ha citato il progetto EPICA come “iconico”). Poi il via alle presentazioni dei vari oratori. Della giornata odierna ricordo la presentazione di John Weller, fotografo e giornalista che ha parlato del progetto «The Last Ocean» – grazie al quale ha contribuito – con David Ainley, il regista Peter Young e decine di ricercatori antartici alla storica decisione di creare la riserva marina del Mare di Ross. La riserva è stata creata in occasione della riunione CCMLAR del 2016 (una MPA che peraltro non è attiva, non essendo definite le operazioni di monitoraggio di cui dovrebbero occuparsi essenzialmente gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, l’Italia e la Germania, i paesi che hanno basi nel mare di Ross).

Nella sezione Current and future change, sustainability and resilience in the Polar Regions Daniela Liggett ha presentato In the Footsteps of Visitors to the Ross Sea: Tracing Antarctic Tourism. Liggett è autore con Tina Tin del saggio “Antarctic Futures, Human engagement with the Antarctic Environment” (Springer, 2014).

Daniela Liggett mostra una tabella dei siti più visitati dai turisti nel mare di Ross negli ultimi 40 anni: i primi due sono i rifugi di Cape Evans e di Cape Royds, la stazione italiana Mario Zucchelli si trova al quinto posto.

Nella sezione Arctic and Antarctic past ice sheet dynamics and paleoclimate evolution hanno parlato Richard Levy (A Transantarctic View of the Plio-Pleistocene East Antarctic Ice Sheet) e  Tim Naish (Meltwater Contributions to Mid to Late Pliocene (3.3-2.6Ma) Global Sea level).

Dalle 13 alle 14h30 si è tenuto un convegno sulla presenza femminile nella ricerca polare («From Entering the field to taking the Helm»). Il panel comprendeva sei diverse figure femminili fra le quali Susan Barr (ex-direttore dello IASC), Morgan Seag dell’Università di Cambridge, Chandrika Nath (fisica delle particelle, glaciologa e direttore esecutivo dello SCAR) e Hong Kum Lee, direttore del programma polare della Corea del Sud (KOPRI) dal 2007 al 2013. Sotto la direzione di Hong Kum Lee (microbiologa con al suo attivo oltre 100 pubblicazioni scientifiche) è stata costruita Jang Bogo, la seconda base antartica coreana e il rompighiaccio Araon. Conduceva la giornalista canadese Hannah Hog.

Alle 14h00 nuova conferenza plenaria dal titolo: Speaking each other’s language: Communicating polar science across boundaries con: Stanislav Ksenofontov, Lauren Culler (Dartmouth College e coordinatrice della divulgazione scientifica al Dartmouth’s Institute of Arctic Studies), Jacqueline Grebmeier oceanografa al Chesapeake Biological Laboratory dell’University of Maryland Center for Environmental Science); Bryan Lintott (Scott Polar Research Institute, University of Cambridge), Terry Wilson (professore emerito presso la School of Earth Sciences at Ohio State University) e Justine Shaw (ricercatrice della University of Queensland in Australia).

Nella sezione Polar Heritage: Politics, policy, practice, quattro interessanti presentazioni (di cui una sulla valorizzazione di antiche miniere nell’Artico, due sul patrimonio archeologico nelle Shetlands del Sud e uno sulla pesca nell’oceano australe). Quindi la sezione Permafrost landforms in the two Poles as possible Mars analogue due presentazioni da ricordare: una sull’abrasione delle rocce nelle Dry Valleys (Bernard Hallett ha parlato di Wind-driven Rock Abrasion in Antarctica’s Ice-free Valleys: Rates and Controls) e Mauro Guglielmin ha presentato i risultati di uno studio su due rock glaciers nei pressi della base Mario Zucchelli.

Infine alle 18h30 conferenza organizzata da Nature e Nature Communications nella sala ASPEN: come benvenuto è stato trasmesso un breve video di saluto del Principe Albert II di Monaco; quindi ha preso la parola Steven Rintoul dello CSIRO per Choosing the future of Antarctica. Poi – condotto da Tim Naish- si è svolta una chiacchierata con un panel di ricercatori fra i quali Dame Jane Francis (direttore del BAS), Marcelo Leppe, paleontologo e direttore del programma polare cileno (INACH), Steve Rintoul, Andrew Shepherd dell’Università di Leeds (membro dell’Imbie Team, autori dell’articolo Mass Balance of the Antarctic Ice Sheet from 1997 to 2017).

Il Principe Alberto II di Monaco ha inviato un saluto ai partecipanti di Polar2018 tramite un breve video.