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La bella storia di un francobollo TAAF

La bella storia di un francobollo TAAF Posted on 23 aprile 2018

La storia di questo francobollo emesso dalle TAAF (Terre australi e antartiche francesi) nel 2018 ha a che fare con «Terres Polaires», il bollettino trimestrale dell’Unione francese di filatelia polare-SATA (UFPP-SATA). Un richiamo al bollettino non poteva quindi mancare in un blog che tratta di Antartide, Artico e isole subantartiche….anche perché «Terres Polaires» è edito da un gruppo di amici filatelisti. Il Direttore della rivista (e anche Presidente dell’associazione UFPP-SATA) è Alain Barbet, il redattore è Roger Venturini; Vice-Presidente dell’associazione è Jean-Pascal Cogez, il segretario Roger Venturini; la Tesoriera Claudine Pouger, il responsabile delle news e dell’internet è Jean Aufauvre, mentre degli abbonamenti si occupa Daniel Astoul.

Gli amici filatelisti mi hanno appena inviato i due ultimi numeri del bollettino (dicembre 2017, n°189 e marzo 2018, n°190). Sulla copertina di entrambi c’è il nuovo rompighiaccio francese Astrolabe P800, gestito dalla Marina francese per le Terre australi e antartiche francesi (TAAF) e l’Istituto polare francese (IPEV). Varato nel luglio 2017 dai cantieri Piriou a Concarneau l’Astrolabe ha in seguito raggiunto La Réunion e da li’ Hobart in Tasmania, per iniziare la sua prima campagna antartica, durata cinque mesi. Ha effettuato 5 rotazioni fra Hobart e Dumont d’Urville (distanza: 2700 km), trasportando 200 passeggeri (ricercatori, tecnici), 1.000 tonnellate di cargo e 1600 m3 di gasolio special antarctic blend (destinati sia a DDU sia alla base Concordia). L’Astrolabe è rientrato alla Réunion il 28 marzo. 

Su Terres Polaires n°189 e n°190 sono pubblicati due capitoli di un lungo e dettagliato racconto molto interessante sia da un punto di vista storico-geografico, sia ovviamente sotto il profilo filatelico: Roger Venturini ha potuto seguire passo per passo la genesi di un francobollo emesso dal Servizio filatelico delle delle Terre australi e antartiche francesi (TAAF), dedicato a Pierre-Etienne Bourgeois de Boynes (1718-1783), Ministro della Marina e delle Colonie di Luigi XV. Perché è stato scelto questo personaggio e qual è il suo legame con le isole australi francesi? Prendo spunto dall’articolo di Roger Venturini:

Ritratto di Pierre Etienne Bourgeois de Boynes. Château de Versailles, Réunion des Musées Nationaux

Fu durante il ministero di Pierre-Etienne de Boynes (1771-1774) che Yves-Joseph de Kerguelen de Trémarec (1734-1797) effettuo’ due spedizioni nell’estremo sud dell’oceano indiano alla ricerca della Terra Australis Incognita: non trovo’ l’Antartide ma giunse in un arcipelago che chiamo’ «Francia australe» e che in seguito James Cook, anche lui capitato da quelle parti, battezzo’ giustamente «Kerguelen». In occasione del suo primo viaggio (1772) Kerguelen – il navigatore – diede il nome di «de Boynes» a quattro piccole isole situate 30 chilometri a sud della Grande Terre, in omaggio al suo Ministro e benefattore. 

E qui interviene un coup de théâtre. Scrive Venturini che nell’ottobre del 2016 Nicolas Bourgeois de Boynes – un discendente del Ministro – contatto’ il Direttore del servizio filatelico delle TAAF, Marc Boukebza, evocando l’opportunità di realizzare un francobollo TAAF sulle isole de Boynes e sul proprio antenato, Pierre-Etienne de Boynes. Il progetto viene sottoposto alla Commissione filatelica delle TAAF, che approva la proposta e affida la realizzazione dell’opera a André Lavergne (1946), un bravissimo incisore che ha già creato molti francobolli per le Poste francesi e per altri servizi filatelici. Dopo una lunga opera di progettazione e varie maquettes, il progetto è approvato e il francobollo viene stampato in calcografia da Phil@poste. Lavergne realizza ugualmente l’annullo del primo giorno di emissione (1° gennaio 2018, alla base di Port-aux-Français, a Kerguelen). 

Descrizione del francobollo (dimensione 32 x 52 mm):  a sinistra, il ritratto del marchese Pierre-Etienne Bourgeosi de Boynes con la sua data di nascita e di morte; al centro due delle quattro isole de Boynes (le due più grandi, di cui una misura 200 m x 150 m ed ha un’altezza di 35 m), le due isole sono separate da un braccio di mare di appena 15 metri. La loro posizione geografica è: 50°01′ S – 68°52 E. In basso a destra, uno dei velieri della spedizione di Yves Joseph de Kerguelen de Trémarec. Infine, all’estrema destra, una magnifica Rosa dei venti. Il valore facciale è 0,85 € e consente l’invio di lettere da 20 g dalle TAAF verso la Francia. Il francobollo è stampato da Philaposte a Périgueux. (c) André Lavergne per le TAAF. Emissione: 01-01-2018
L’annullo primo giorno (c) André Lavergne per le TAAF. Porta la dicitura “Kerguelen-Port-aux-Français” perché l’emissione “primo giorno” è stata in questa  base situata su Kerguelen, nota con l’acronimo di PAF.

Il prodotto viene messo in vendita il 2 gennaio 2018 alla boutique Carré d’Encre (13 bis rue des Mathurins – Parigi 9) in occasione di una «Giornata speciale TAAF», in presenza dei discendenti del Ministro de Boynes, di Marc Boukebza, André Lavergne e alcuni filatelisti della UFPP-SATA.

LINK: Union Française de Philatélie Polaire (UFPP-SATA)

LINK: sito IPEV con le basi subantartiche

Qui sotto la cartina con la posizione delle piccole isole de Boynes.

La posizione delle isole de Boynes a sud della Grande Terre de Kerguelen (6.672 km2, 3/4 della superficie della Corsica), e più precisamente 30 km a sud della Penisola Rallier du Baty, battezzata in onore dell’esploratore Raymond rallier du Baty che effettuo’ due viaggi di esplorazione a Kerguelen, cartografando parte dell’arcipelago. Le isole de Boynes sono le più meridionali delle isole francesi (si trovano nella ZEE di kerguelen).
La carta dell’IGN con la posizione dei quattro isolotti de Boynes a sud di Kerguelen; (C) IGN e Terres Polaires

Per ulteriori informazioni su Pierre Etienne de Boynes ho trovato quest’opera edita da Feuillage nel 2016:Itinérarire d’un Grand Commis sous Louis XV. Infine un “Journal inédit 1765-1766”, edito da Honoré Champion nel 2008. 

       

Un “grazie” speciale a Marc Boukebza e Roger Venturini.