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L’Astrolabe, nuovo rompighiaccio francese

L’Astrolabe, nuovo rompighiaccio francese Posted on 29 Luglio 2017

Ha uno scafo rosso fiammante il nuovo rompighiaccio francese L’Astrolabe, inaugurato il 12 luglio scorso nei cantieri Piriou a Concarneau, in Bretagna. Erano presenti il Ministro dell’Oltre-mare Annick Girardin, il Prefetto delle terre australi e antartiche francesi (TAAF) Cécile Pozzo di Borgo e il direttore dell’Istituto polare francese Paul-Emile Victor (IPEV), Yves Frénot. Proprietà delle TAAF, il nuovo rompighiaccio – costato 50 milioni di euro e finanziato dai ministeri della Ricerca, della Difesa e dell’Oltremare – è stato consegnato alla Marina militare francese che lo gestirà dal punto di vista operativo per conto delle TAAF e dell’IPEV.

Qui sopra da sinistra a destra: Cécile Pozzo di Borgo Prefetto delle TAAF, il comandante Céline Tuccelli e il Ministro dell’Oltremare Annick Girardin (c) Lucia Simion

L’Astrolabe sostituirà la piccola nave-rifornimento rossa, bianca e blu che portava lo stesso nome: per 33 anni «l’Astro», un ex-rimorchiatore d’alto mare con scafo rinforzato per navigare nella banchisa – ha fatto la spola fra la Tasmania e la base francese Dumont d’Urville (in gergo antartico DDU) nella terra Adélie (1). Ha trasportato decine di ricercatori e di tecnici, inclusi molti italiani, oltre a tonnellate di viveri, di materiale e di carburante indispensabili per far vivere la base scientifica. Il piccolo «Astro» (65 metri di lunghezza per 12,80 m di larghezza) era stato utilizzato anche per svolgere ricerche scientifiche lungo le coste della terre Adélie. L’Astro era noto agli italiani perché dal 1993 Francia e Italia hanno un accordo di collaborazione per la costruzione e la gestione di Concordia, una base scientifica comune situata nel cuore del continente, inaugurata nel 2005. Parecchio materiale destinato alla costruzione di Concordia ha viaggiato a bordo del piccolo Astrolabe. La collaborazione continuerà: «E’ già previsto che tecnici e ricercatori italiani viaggino a bordo del nuovo rompighiaccio», spiegano al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) «L’Astrolabe trasporterà anche dei nuovi gatti delle nevi destinati alla base Mario Zucchelli a baia Terra Nova: saranno imbarcati a Hobart»

Da sinistra a destra: Céline Tuccelli, comandante dell’Astrolabe; Cécile Pozzo di Borgo Prefetto delle TAAF; Pascal Piriou, Presidente dei Cantieri Piriou, Annick Girardin Ministro dell’Oltre-mare francese e Yves Frénot, direttore dell’Istituto polare francese IPEV.

Imponente e massiccio, il nuovo Astrolabe misura 72 metri di lunghezza per 16 di larghezza; è un rompighiaccio di classe Icebreaker 5 e puo’ avanzare in una banchisa dello spessore di 60-80 centimetri. La propulsione è garantita da quattro motori diesel Wärtsilä 20 (2); la velocità massima è di 14 nodi – con una autonomia di 35 giorni a 12 nodi. I motori Wärtsilä 20 installati sul nuovo Astrolabe sono dotati di una tecnologia innovativa per il trattamento dei gas di scarico con la riduzione di emissioni di NOx (ossidi d’azoto).

Il rompighiaccio puo’ trasportare 60 persone di cui 30 di equipaggio e un carico di 1200 tonnellate, incluso carburante per la base DDU. Per le operazioni di carico-scarico dispone di una gru da 35 tonnellate sul ponte posteriore. E’ dotato di due elicotteri. Lo scafo in acciaio è stato realizzato nei cantieri Christ di Gdansk in Polonia per rispettare la data di consegna entro l’estate 2017 ed effettuare la prima rotazione in Antartide nell’ottobre 2017; l’imbarcazione è stata poi rimorchiata nel gennaio 2017 fino a Concarneau dove si trova una base logistica dei cantieri Piriou che hanno completato l’allestimento e garantiranno l’assistenza fino al 2020. Cliccare qui per vedere un video del varo del nuovo Astrolabe nei cantieri Christ: https://www.youtube.com/watch?v=uugjpC8uGaM e http://www.portalmorski.pl/tv/filmy/wodowanie-statku-lastrolabe/ 

Gli interni dell’Astrolabe (c) L. Simion

Le dimensioni contenute del nuovo Astrolabe – rispetto a quelle di mastodonti come il rompighiaccio cinese Xue Long (167 metri di lunghezza per 22,6 di larghezza) o il futuro rompighiaccio inglese attualmente in costruzione (130 metri di lunghezza) sono necessarie  per consentirgli di accostare all’ex-pista di atterraggio della base DDU, pista mai utilizzata per uso
aeronautico ma solo come «molo» d’attracco per effettuare le operazioni di scarico e carico. 

Il buon “vecchio” Astrolabe alla base Dumont d’Urville (c) Lucia Simion

Il nuovo Astrolabe sostituisce due navi: il piccolo Astrolabe (3) e l’Albatros, una nave da pattugliamento della Marina militare francese andata in pensione nel 2015. Gli equipaggi che si alterneranno a bordo del rompighiaccio saranno due – entrambi composti da militari della Marina francese. Il primo equipaggio sarà comandato da capitano di fregata Céline Tuccelli, 40 anni.

Durante la primavera e l’estate australe il nuovo Astrolabe farà la spola fra Hobart in Tasmania a Dumont d’Urville in Antartide e nei restanti sei mesi pattuglierà nelle acque delle zone economiche esclusive (ZEE) delle terre australi francesi situate nel sud dell’oceano Indiano intorno agli arcipelaghi di Crozet e di Kerguelen e alle isole di Saint Paul e Amsterdam. A Kerguelen si svolge un’importante attività di pesca di specie ittiche
pregiate (fra le quali il merluzzo subantartico, Dissostichus eleginoides), mentre intorno all’isola di Saint Paul si pescano aragoste (Jasus paulensis). Le quote sono stabilite anno per anno dall’amministrazione delle TAAF con la consulenza di ricercatori del Museo di Storia Naturale di Parigi. L’Astrolabe proteggerà l’attività dei pescherecci dotati di regolare licenza per lavorare nelle ZEE francesi, rispettando le quote autorizzate onde garantire una pesca sostenibile. L’attività dei bracconieri verrà scoraggiata. Per svolgere l’attività di pattugliamento e la navigazione in mari frequentati da pirati L’Astrolabe sarà dotato di due mitragliatrici a prua e due a poppa. Quando il rompighiaccio navigherà In Antartide – riserva naturale dedicata alla pace e alla scienza – le armi saranno riposte nelle cale.

Membri dello staff delle TAAF in compagnia del Prefetto e del Ministro dell’Oltremare Annick Girardin (c) Lucia Simion

Madrina del rompighiaccio L’Astrolabe è Cécile Pozzo di Borgo, Prefetto della collettività territoriale delle TAAF dal 2015: quando la bottiglia di champagne si è spezzata contro lo scafo la sirena ha suonato varie volte. Il 13 luglio «la nave rossa» (com’è stata battezzata a Concarneau) è partita alla volta di Brest per completare l’allestimento, mentre gli equipaggi proseguiranno il loro addestramento. A metà agosto lascerà Brest per la Réunion, dove si trova il suo porto d’attracco (Port de la Pointe des Galets). Il primo viaggio in Antartide sarà effettuato in ottobre. 

(c) Lucia Simion

NOTE:

  1. La costa scoperta ed esplorata nel 1840 dal navigatore francese Jules Sébastien César Dumont D’Urville, che egli rivendico’ per la Francia e che battezzo’ con il nome della moglie Adèle. Nelle vicinanze del punto in cui sbarco’ Dumont D’Urville (Rocher du Débarquement) dal 1957 si trova la base francese che porta il suo nome.
  2. Wärtsila 20: https://www.wartsila.com/products/marine-oil-gas/engines-generating-sets/diesel-engines/wartsila-20
  3. Anziché essere demolito oppure venduto ad un museo come reliquia, l’Astro avrà una seconda vita: è stato acquistato per 300.000 dollari dall’ONG americana YWAM che lo ha trasformato in nave-ospedale per la Papua Nuova Guinea, battezzandolo YWAM Liberty. L’Astro era di proprietà di P&O Maritime Services.