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La collezione 2019 di francobolli TAAF

La collezione 2019 di francobolli TAAF Posted on 3 Gennaio 2019

Il servizio filatelico delle Terre australi e antartiche francesi (TAAF) ha appena emesso la collezione di francobolli del 2019, molto attesa dai filatelisti «polari» di tutto il mondo. Il catalogo filatelico si puo’ scaricare cliccando qui.

La collezione 2019 del Servizio filatelico delle TAAF (manca il francobollo Site du Laboureur a Kerguelen).

Fra i 15 francobolli c’è una novità che interessa anche noi italiani, filatelisti e non. Si tratta di un francobollo dedicato all’ingegner Mario Zucchelli (1944-2003), dirigente dell’ENEA e presidente del Consorzio per l’attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

L’ingegner Zucchelli ha diretto quindici spedizioni italiane in Antartide ed era membro di diverse istituzioni internazionali come lo SCAR e il COMNAP (di cui fu chairman dal 1991-1994). La stazione scientifica italiana a Baia Terra Nova sul mare di Ross è dedicata a lui – ma il nome di Zucchelli è legato a doppio filo anche a due formidabili progetti ai quali l’Italia partecipo’ negli anni Novanta e Duemila: la realizzazione della base italo-francese Concordia nel cuore dell’Antartide e il progetto europeo di perforazione in ghiaccio EPICA DC (European Project for Ice Coring in Antarctica) che fra il 1997 e il 2004 a Dome C, presso la base Concordia in costruzione, ha estratto 3.000di carote di ghiaccio – un archivio del clima degli ultimi 800.000 anni contenente tutte le informazioni degli ultimi otto cicli glaciali-interglaciali. E‘ il ghiaccio «più antico» della Terra, perlomeno fintanto che i vari progetti di perforazione non avranno estratto ghiaccio vecchio di un milione, un milione e mezzo di anni…..

Fra i molti incarichi ricoperti dall’ingegner Zucchelli vi è anche quello di membro del Consiglio dei Manager per la gestione dell’accordo Cape Roberts fra Italia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Inghilterra, Germania ed Australia per la realizzazione di un progetto di perforazione nei sedimenti marini nel Mare di Ross. Il francobollo all’effigie di Mario Zucchelli (dimensioni: 31 mm x 52 mm) è stato creato da Yves Beaujard e ha valore facciale di 1,35 €: puo’ essere utilizzato per ricevere lettere del peso di 20 g dalle Terre australi e antartiche francesi verso la Francia (le tariffe per l’Italia sono diverse). E’ stato tirato a 30.000 esemplari.

Carina l’idea di mettere le lettere TAAF nei quattro vasetti in cui crescono germogli di Phylica arborea, che saranno poi trapiantati sull’isola per ripopolarla con questa pianta che nel passato formava piccole foreste, come oggi le crea sull’isola di Gough e su Tristan da Cunha (situate nell’oceano Atlantico).

Gli altri francobolli TAAF dell’annata 2019 sono dedicati, per tradizione, a navi, a uccelli, pesci, insetti, minerali, conchiglie, località delle isole australi e progetti realizzati dal programma polare francese (IPEV) con il supporto logistico delle TAAF: in questo caso si tratta del progetto di reintroduzione della Phylica arborea sull’isola di Amsterdam (nel passato, le foreste di Phylica furono distrutte da incendi causati da eruzioni vulcaniche), di un progetto di perforazione nei sedimenti di un lago a Kerguelen e dell’installazione di una centrale fotovoltaica a Tromelin (qui sotto). Riguardo alla Phylica arborea: è endemica su Amsterdam e su due isole remotissime situate al centro dell’oceano Atlantico: Tristan da Cunha e Gough, dove la Phylica arborea forma densi boschetti, soprattutto su Gough.

Yves Vallette, autore: Yves Beaujard, che ha realizzato anche il bollo su Mario Zucchelli.

Un bel francobollo in calcografia è dedicato a Yves Vallette (1920-2014), ingegnere civile, che fu membro delle Expéditions Polaires Françaises fondate da Paul-Emile Victor: partecipo’ un winter-over a Port-Martin nel 1950 e a due campagne estive, a Port Martin e alla base Marret.

Port Martin fu la prima base francese nella Terre Adélie, fondata da André-Franck Liotard nel 1950: un incendio la distrusse totalmente nella notte fra il 23 e il 24 gennaio 1951, per fortuna senza causare morti né feriti. Poiché la nave Charcot era ancora nei pressi, la maggiorparte dei membri della spedizione fu evacuata, tranne sette uomini che non vollero partire e si trasferirono in un piccolo rifugio sull’isola dei Petrelli nell’arcipelago di Pointe Géologie. Il rifugio era stato costruito per studiare la colonia di pinguini imperatore che si forma proprio in quell’area.

All’origine era previsto che solo quattro membri della spedizione passassero l’inverno a Pointe Géologie, poi furono in sette, e questo creo’ parecchie tensioni.  Il capo-spedizione si chiamava Mario Marret: al rientro in Francia pubblico’ un diario della missione, dal titolo «Sept hommes chez les pingouins». Ma torniamo a Yves Vallette: dopo la campagna estiva del 1953 alla base Marret egli non ritorno’ più in Antartide, ma i ricordi del grande, meraviglioso continente di ghiaccio continuarono ad alimentare la sua passione per i racconti polari, la storia delle spedizioni antartiche, la fotografia, le conferenze. Quando Vallette ando’ in pensione passava giorni interi nel suo studio di Boulevard Saint Germain a scrivere, a montare video, a preparare conferenze e a ricevere amici e appassionati delle regioni polari (come me) per raccontare con la sua voce pacata le vicende delle spedizioni alle quali aveva partecipato.

Yves Vallette, terzo da sinistra con la tuta. Collezione Vallette/EPF/TAAF

Ricordo con emozione quando mi racconto’ la scoperta della colonia di Imperatori di Pointe Géologie, nel corso di un raid di esplorazione con i cani da slitta (erano partiti da Port-Martin): nell’avvicinarsi all’arcipelago Vallette incontrava sempre più pinguini che andavano e venivano; infine sali’ sulla cima di una delle isole e davanti a sé vide una grande, bellissima colonia sulla banchisa fra le isole. La base Marret fu allestita su una piccola altura dell’isola dei Petrelli, a poca distanza dalla colonia (nel 1983 la base Marret -nota con il nome di Cabane Marret – è stata classificata monumento storico dell’Antartide, insieme ai resti della base di Port-Martin). Nel 2011 Yves Vallette ha affidato i suoi archivi alle TAAF affiché fossero digitalizzati e valorizzati.

Le caratteristiche del francobollo dedicato a Yves Vallette, di cui l’autore è Yves Beaujard: dimensioni 31mm x 52 mm, realizzato in calcografia, valore facciale 0,95 €, tirato in 35.000 esemplari, fogli da 25 francobolli.

Magnifico foglietto dedicato al Puffin à pieds pâles di Amsterdam: I tre individui disposti su piani diversi danno molta profondità all’immagine che risulta anche particolarmente dinamica. Siamo in volo con i Puffins!

Altri due francobolli molto riusciti sono un foglietto dedicato al Puffin à pieds pâles (Puffinus carneipes, un cugino degli albatros che si riproduce sull’isola di Amsterdam, qui sopra) realizzato da Nadia Charles e il bollo dedicato alla bellissima Gygis bianca di Tromelin (Gygis alba), elegantissimo cugino dei gabbiani e delle sterne, qui sotto.

Due i francobolli delle navi: uno dedicato all’incrociatore lancia-missili Colbert e uno alla nave «multi-mission» Le Champlain, della Marine Nationale – varato nel 2016. Costruito dai cantieri Piriou a Concarneau (come il nuovo Astrolabe P800) Le Champlain ha come porto d’attracco La Réunion. La nave porta il nome dell’esploratore e geografo Samuel de Champlain, fondatore della città di Quebec.

Il ragno Neomaso antarcticus (a cui è dedicato un francobollo) non vive in Antartide bensi’ a Kerguelen nell’oceano Indiano e sull’isola di Marion, distante migliaia di chilometri:  ma si sa – i ragni volano anche senza le ali, trasportati dal vento sui loro fili di seta.

Infine un pesce Cacique antarctique (Zanclorhynchus spinifer), un foglietto con cinque meravigliose conchiglie di terre Adélie (tre i francobolli), il Site du Laboureur a Kerguelen, le cabanes (rifugi) alla Baie Américaine a Crozet, detta BUS (Baie US) in gergo subantartico; e la zaffirina, una gemma rara color degli zaffiri, formata da silicato di magnesio e alluminio.

Quindici francobolli che – a giusto titolo – fanno come sempre l’orgoglio del Servizio filatelico delle TAAF diretto da Marc Boukebza, e la gioia di filatelisti polari in tutto il mondo. E inoltre – come sempre con i francobolli – si imparano un sacco di cose nuove.

3 gennaio 2019:

Lucia Simion ha partecipato alla 16a-17a-18a spedizione del PNRA (2001-2002-2003) e alla 21a spedizione nel 2007. E’ stata membro del Consiglio Consultativo delle TAAF fino al 2016, anno in cui è rientrata in Italia da Parigi. Per il Servizio filatelico delle TAAF ha realizzato due Carnets filatelici (Australes nel 2006 e Eparses nel 2009) e un set di di cartoline preaffrancate delle isole australi. Nel 2007 – in occasione dell’Anno Polare Internazionale – ha realizzato tre francobolli per le Poste di San Marino.