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L’Artide del National Geographic

L’Artide del National Geographic Posted on 10 Settembre 2019

Artide, la fine dei ghiacci è la storia di copertina del National Geographic Magazine del mese di settembre 2019 (edizione internazionale: The Arctic is heating up). Sono sei i servizi dedicati a vari temi artici fra cui: – 2036: la fine dei ghiacci;
– La minaccia nascosta (rilascio di metano con lo scioglimento del permafrost artico);
– La sfida dell’Artide (esercitazioni militari nelle terre estreme);
– Naufragi misteriosi nell’Artide (spedizione Franklin e scoperta dei relitti del Terror e dell’Erebus);

– Occhi sul ghiaccio (ricerca scientifica in Groenlandia);
– Solo con i lupi (30 ore con un branco di lupi artici);
– Sul ghiaccio sottile (trasmissione del sapere fra gli Inuit della Groenlandia, in un mondo di ghiacci che scompaiono).


La cartografia è sempre straordinariamente precisa ed attraente, i servizi fotografici sono buoni (belli i servizi di Louie Palu sulle esercitazioni militari dell’esercito USA e del Canada; il servizio di Esther Horvath sulla ricerca scientifica in Groenlandia e il servizio di Ronan Donovan sul branco di lupi artici). I testi lasciano più a desiderare. Peccato non avere un servizio sulle basi russe nell’Artico, ma forse non è facile da realizzare e comunque sarebbe più adatto a Time magazine.

Nell’edizione italiana del NGM una pagina – una sola pagina – è dedicata alla spedizione del Duca degli Abruzzi con la Stella Polare (1899-1900): un breve testo e una fotografia molto conosciuta in cui appare Umberto Cagni, circondato da sei membri della spedizione fra i quali Querini e Støkken – che furono dispersi in una marcia di avvicinamento al polo nord geografico e di cui non si seppe più nulla.

Il 25 aprile 1900 Umberto Cagni e tre compagni raggiunsero la latitudine di 86°34’ a 381 km dal polo nord geografico, a quel tempo la posizione più vicina al polo mai raggiunta (il record di Nansen del 1893 era di 86° 13’). Spingersi fino a 90° di latitudine nord non era possibile: Cagni decise di fare dietrofront e fra mille difficoltà rientro’ al campo base della Stella Polare nella baia di Tepliz, isola del principe Rodolfo (Terra di Francesco Giuseppe). In 104 giorni l’equipe di Cagni aveva percorso 1400 chilometri. Un’impresa straordinaria di cui nel 2020 si celebrerà il 120° anniversario. Ne riparlero’.