Posted in Antartide Conferenze Filatelia Home Storia

Antartide: per saperne di più

Antartide: per saperne di più Posted on 7 Novembre 2018

Informazioni supplementari sull’Antartide (da scaricare in PDF, per gli studenti di scuole elementari e medie) – Foto di apertura: Cape Hallett, (c) Lucia S. Simion

Autore dei testi: Lucia Sala Simion – Giornalista e divulgatore scientifico, Editor del blog News dai Poli.

A COME ANTARTIDE: Il settimo continente della Terra è stato l’ultimo ad essere scoperto, intorno al 1820. Ad avvistare e a sbarcare sulle sue coste per primi furono probabilmente dei cacciatori di foche – nella penisola antartica (la parte più vicina al sudamerica). L’Antartide era stata immaginata prima ancora di essere scoperta: da secoli infatti filosofi e geografi pensavano che un grande continente dovesse trovarsi all’estremità meridionale del pianeta, per «controbilanciare» il peso delle terre emerse dell’emisfero nord. L’Antartide era quindi nata come un’idea – ma nessuno l’aveva vista con i propri occhi: a quel tempo non esistevano satelliti per fotografare la Terra…! (Per l’esplorazione vedere «E come esploratori»). Perché il nome Antartide? Il polo nord è situato sotto alla costellazione dell’Orsa maggiore (in latino, orso = arctos, da cui ARTIDE). Al polo opposto sta l’ANT-ARTIDE.

Il continente sotto al ghiaccio

Dimensioni dell’Antartide: 14 milioni di chilometri quadrati (una volta e mezza l’Europa, 47 volte l’Italia). L’Antartide è ricoperta da un’immensa corazza di ghiaccio spessa fra 2,2 e 4,6 chilometri (= 17 e 36 volte il grattacielo Pirelli vicino alla stazione centrale a Milano). Sotto il ghiaccio c’è la terra: nella parte orientale è un continente, a occidente invece è un arcipelago di isole. Il peso del ghiaccio è cosi’ elevato che la terra è schiacciata 800 metri circa sotto il livello del mare. Se si potesse sollevare la corazza ghiacciata apparirebbe il misterioso continente sepolto – e si vedrebbero montagne, laghi, fiumi, valli e canyons. Per ora si possono vedere solo con radar e altri strumenti. 

 

A chi appartiene l’Antartide? L’Antartide non appartiene a nessuno (come la Luna e i pianeti del sistema solare con i loro satelliti). E’ un continente dedicato alla Pace e alla Scienza, una immensa riserva naturale: lo stabilisce il Protocollo sulla Protezione ambientale del Trattato Antartico (detto Protocollo di Madrid), entrato in vigore nel 1998 e valido fino al 2048. Il Protocollo fa parte del Sistema del Trattato Antartico. Vedere in fondo il testo del Trattato Antartico originale entrato in vigore nel 1961.

Non ci sono mai state guerre in Antartide

Non occorre passaporto per sbarcare in Antartide.

L’ambiente è totalmente protetto

L’articolo 7 del Protocollo di Madrid vieta espressamente lo sfruttamento delle risorse minerarie (salvo per scopi scientifici, con speciali autorizzazioni).

A COME «ARCHEOLOGIA» ANTARTICA: Archeologia in Antartide? Proprio cosi’: archeologi antartici compiono «scavi» e ricerche nei rifugi e intorno ai rifugi dei primi esploratori come Scott, Shackleton o Mawson. Una delle scoperte più emozionanti sono state delle lastre fotografiche rinvenute nel rifugio del Capitano Scott a Cape Evans sull’isola di Ross. Una volta sviluppate sono state stampate foto che hanno permesso di scoprire aspetti sconosciuti delle spedizioni di Scott.

B COME BANCHISA: la banchisa detta anche pack si forma quando la superficie del mare gela. In realtà non si tratta di vero e proprio ghiaccio bensi’ di una superficie simile a neve molto compatta. In Antartide la banchisa ha uno spessore di 2-3 metri e si forma ogni anno fra marzo e ottobre (massima estensione: in settembre). Durante l’estate australe (novembre-febbraio) si scioglie. Nell’Artico (al polo nord) è l’esatto contrario: si forma in ottobre e si scioglie parzialmente fra giugno e agosto. Nell’Artico la banchisa è molto più spessa. La superficie della banchisa – nelle due zone polari – non è piatta perché si spezza sotto l’effetto dei venti, del moto ondoso e delle correnti: i lastroni poi si riattaccano come un grande puzzle. 

B COME BASE SCIENTIFICA:  L’Italia ha una base scientifica sulle coste del Mare di Ross (la stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova, aperta solo da ottobre a febbraio, fondata nel 1985) e con la Francia condivide la base Concordia situata a 1200 km dal mare e a 3.300 m d’altezza in una località chiamata Dome C, inaugurata nel 2005. Concordia è aperta tutto l’anno. 

La base Concordia, (c) ESA- http://www.esa.int/spaceinimages/Images/2010/06/Concordia_station_in_dusk

In Antartide ci sono molte basi scientifiche (circa 50) alcune aperte tutto l’anno, altre solo durante l’estate australe. Le basi più «antiche» furono costruite durante l’Anno polare internazionale del 1957-58: l’americana McMurdo (1955), la francese Dumont d’Urville, la neozelandese Scott, la base americana Amundsen-Scott al polo sud geografico, le basi australiane Casey, Davis e Mawson, la base inglese Halley-1, le russe Vostok e Mirny, la giapponese Siowa, …solo per citarne alcune. Alcune basi argentine e cilene sono state costruite negli anni Quaranta. Prima delle basi scientifiche vere e proprie gli esploratori come Scott, Shackleton, Mawson, Norchgrevink vivevano in rifugi che somigliano a chalets di legno: questi rifugi esistono tuttora e sono stati restaurati dall’Antarctic Heritage Trust

C COME CETACEI (balene e delfini). Durante l’estate australe alcune specie di cetacei migrano in Antartide per nutrirsi di krill oppure (come nel caso delle orche) di pinguini e di foche. Le balene si dividono in due gruppi: Misticeti (quelle con i fanoni, lunghe lamine di cheratina, la stessa struttura delle nostre unghie e dei capelli) e Odontoceti, balene con i denti (capodogli, orche, globicefali, narvali, delfini, focene). Le più comuni in Antartide sono: orca, megattera (le balene con le lunghe pinne pettorali bianche), balenottera di Minke antartica, balena azzurra (rara). I giapponesi cacciano tuttora le balenottere di Minke antartiche. 

Cryolophosaurus ellioti (c) Wikipedia

D COME DINOSAURI: Fossili di dinosauro sono stati ritrovati in alcune zone dell’Antartide. Nel 1991 il geologo David Elliott trovo’ delle ossa fossili mentre lavorava sul Monte Kirkpatrick a 4000 metri di altezza, nei Monti Transantartici e più precisamente nella Formazione Hanson – un luogo molto di fossili. Elliott chiamo’ subito per radio il collega paleontologo Bill Hammer – che stava scavando nella stessa area. Insieme recuperarono il cranio e altre componenti dello scheletro di un dinosauro carnivoro lungo 6,5 metri del Giurassico (circa 190 milioni di anni fa), che fu battezzato Cryolophosaurus ellioti. Una quindicina di anni dopo la scoperta di Cryolophosaurus – e sempre nell’area del Monte Kirkpatrick furono scoperte alcune ossa del piede di un dinosauro erbivoro, questa volta battezzato Glacialisaurus hammeri (in onore di Bill Hammer). Resti di altri dinosauri sono stati scoperti sulla James Ross island nella Penisola antartica. 

E COME ESPLORATORI: Esploratori, navigatori, geografi e filosofi chiamarono il grande continente misterioso situato all’estremità meridionale del pianeta Terra australis incognita, «la terra sconosciuta dell’emisfero australe», l’emisfero dove stanno anche l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Africa, il Sudamerica e tante piccole isole remote. Esploratori e navigatori partirono alla sua ricerca. Fra i più importanti c’era il Capitano inglese James Cook, che nel corso del suo secondo viaggio intorno al mondo (1772-1775) circumnavigo’ l’Antartide senza mai scorgere terra perché i suoi velieri Resolution (33,73 m) e Adventure (30,3 m) non erano adatti a penetrare nella banchisa, la cintura di mare ghiacciato che circonda l’Antartide come una fortezza. James Cook vide solo ghiaccio, icebergs, albatros, balene e altri animali, ma non vide la terra che stava al di là dei ghiacci (spessore della banchisa australe: circa 2-3 metri). Un poeta inglese di nome Samuel Taylor Coleridge si ispiro’ al viaggio di Cook e scrisse il poema La Ballata del Vecchio Marinaio». Fra il 1819 e il 1821 anche il navigatore Russo Von Bellingshausen circumnavigo’ il continente antartico ed esploro’ le coste della penisola antartica. 

James Clark Ross, 1800-62

Nel 1823 l’inglese James Weddell esploro’ l’Antartide occidentale e scopri’ il mare che oggi porta il suo nome. Fra il 1839 e il 1842 vennero i grandi esploratori dell’Antartide: James Clark Ross (inglese, arruolato in marina all’età di 11 anni) – che ha scoperto ed esplorato il mare di Ross dov’è affacciata la nostra base italiana M. Zucchelli; Charles Wilkes (americano) e Jules Dumont d’Urville (francese). Dopo di loro nessuno esploro’ l’Antartide fino al 1897-1899 quando il Belga Adrien de Gerlache insieme a un gruppo di uomini passo’ il primo inverno polare a bordo del veliero Belgica, lungo le coste della Penisola antartica. A bordo c’era anche il norvegese Roald Amundsen che nel 1911 conquisto’ il polo sud geografico.

14 dicembre 1911: Roald Amundsen e quattro compagni raggiungono per primi il polo sud geografico – a piedi e con slitte trainate da cani. L’inglese Robert Falcon Scott arriva al polo sud un mese dopo, il 17 gennaio 1912: vi trova la tenda lasciata da Amundsen con una bandiere norvegese. Scott e i quattro compagni muoiono sulla via del ritorno. La base americana che sorge al polo sud geografico porta il nome di Amundsen-Scott. 

Altri grandi esploratori antartici: il francese Jean-Baptiste Charcot, un medico-navigatore che esploro’ duemila chilometri di coste della penisola antartica; l’australiano Douglas Mawson, il tedesco Eric Von Drygalski, lo svedese Otto Nordenskjiold, l’americano Richard E. Byrd, il giapponese Shirase Nobu (e altri). Nell’epoca moderna: Edmund Hillary (conquistatore dell’Everest) e l’inglese Vivian Fuchs. Due grandi alpinisti italiani esplorarono l’Antartide, Walter Bonatti nel 1976 e Reinhold Messner nel 1989-1990: Messner attraverso’ l’Antartide a piedi e con gli sci in compagnia del tedesco Arved Fuchs impiegando 120 giorni.

Mamma e cucciolo di foca di Weddell (Weddel Seal Project)

F COME FOCHE: in Antartide si contano 5 diverse specie di foche (pinnipedi): le più studiate sono le foche di Weddell, gli unici mammiferi che restano tutto l’anno in Antartide. Le più rare invece sono le foche di Ross; poi le foche cancrivore (si nutrono di krill). La più aggressiva: la foca leopardo. Le sue prede sono pinguini e altre foche, ma puo’ attaccare anche l’uomo: nel 2003 la biologa inglese Kirsty Brown è stata uccisa da una foca leopardo mentre era in apnea presso la base inglese di Rothera. Nella parte più settentrionale della penisola antartica ci sono anche elefanti marini.

Dimensioni:

Foca di Weddell   3 m    peso 400 -600 kg (alla nascita: 1,2 -1,5 m x 30 kg

Foca leopardo:     3-4 m  peso 500 kg di peso (alla nascita: 1,2 -1,5 m x )

Foca di Ross:       2 m di lunghezza, peso 173-186 kg (alla nascita: 1,2 m x 27 kg)

Foca cancrivora:  2,0 – 2,6 m peso 180-410 kg (alla nascita1,0 m x 36 kg)

Elefante marino:  4,5-6,5 m il maschio (peso: 3700 kg); 2,5- 4 m femmina e                              piccolo 1,3 m

Dal 1972 le foche dell’Antartide sono protette dalla «Convenzione per la Conservazione delle foche antartiche», che fa parte del Trattato Antartico. Dal 1994 i cani da slitta sono vietati in Antartide perché possono trasmettere malattie alle foche (per esempio: il cimurro). Nel passato gli esploratori uccidevano le foche per procurarsi carne per sé e per i cani da slitta, ma anche per ottenere grasso per illuminare i rifugi. Milioni di foche sono state massacrate per ottenere il grasso – soprattutto elefanti marini. Per le pelli venivano cacciate foche da pelliccia, che vivono sulle isole intorno all’Antartide (isole subantartiche).

F COME FREDDO: la temperatura più bassa registrata in Antartide è di meno 89°C alla base sovietica (oggi russa) di VOSTOK, nel cuore del continente, a circa 800 km dalla base italo-francese Concordia. La temperatura dell’acqua intorno all’Antartide è invece di – 1,58°C (quasi -2°C).

G COME GHIACCIO: la neve che si accumula alla superficie del continente si compatta fino a diventare ghiaccio – alla profondità di 100 metri. La corazza ghiacciata dell’Antartide si suddivide in due immense «calotte» cioè due grandi masse di ghiaccio situate una a occidente e una a oriente. La più grande e la più stabile è quella orientale. Quella occidentale invece è più fragile perché la sua base poggia in parte su isole e in parte sul mare che in quella zona si sta riscaldando. L’Antartide si scioglie? Nella penisola antartica le temperature sono aumentate e piattaforme di ghiaccio si sciolgono; nel resto dell’Antartide invece le temperature sono più basse.

Bollicine d’aria sigillate in uno strato sottile di ghiaccio estratto dal progetto europeo EPICA a Dome C, nel cuore dell’Antartide (c) Lucia S. Simion
Un tecnico di perforazione con una carota di ghiaccio estratta alla base italo-francese Concordia-Dome C dal progetto europeo EPICA (foto: Lucia Sala Simion)

G COME GLACIOLOGIA: L’aria contenuta nella neve rimane intrappolata nel ghiaccio sotto forma di minuscole bollicine visibili anche ad occhio nudo (nelle carote estratte oltre i 2.000 m di profondità le bollicine non si vedono più). Queste minuscole bolle sono campioni di aria antichissima contenenti informazioni sulla concentrazione dei gas a effetto serra del passato. Utilizzando una grossa trivella dotata di lame affilate i glaciologi perforano la calotta per estrarne delle «carote» – cilindri di ghiaccio del diametro di 10 centimetri (anche di 12 cm, dipende) e della lunghezza in genere di 3 metri. E’ un lavoro molto delicato, difficile e costoso che viene effettuato da tecnici specializzati in collaborazione con glaciologi. Le carote di ghiaccio sono un archivio del clima e la loro analisi consente di risalire molto lontano nel tempo per conoscere le temperature del passato: presso la base italo-francese Concordia sono stati estratti 3200 metri di carote di ghiaccio che hanno permesso di studiare il clima degli ultimi 800.000 anni (ottocentomila). Il lavoro è stato effettuato da tecnici e glaciologi di 10 diversi paesi europei. In Antartide la parola d’ordine è «collaborazione». Per studiare il clima del passato sono state estratte anche carote di sedimenti marini (contenenti roccia, fango, sabbia, sassi, fossili di conchiglie e di microscopiche alghe unicellulari chiamate diatomee e esseri minuscoli, i foraminiferi), carote di permafrost (terreno permanentemente ghiacciato) e carote di torba nella penisola antartica. 

Tre navi che spingono un iceberg.

I COME ICEBERG: Il nome iceberg significa letteralmente «montagna di ghiaccio» e in effetti si tratta di un’isola di ghiaccio di acqua dolce che galleggia sul mare e viene trasportata dalle correnti. Nel corso del viaggio (che puo’ durare anche molti anni) l’iceberg viene eroso dalle onde, si spezza e infine si scioglie. La parte immersa è molto più estesa della parte fuori dall’acqua. Gli iceberg sono i «figli» di ghiacciai oppure di piattaforme di ghiaccio, esistono in diverse le forme e anche di vari colori dal bianco, all’azzurro, al blu e anche con striscie marroni. Gli icebergs di maggiori dimensioni sono quelli antartici: per identificarli viene data loro una sigla che dipende dal settore idel continente da cui provengono. Quelli del Mare di Ross occidentale dove si trova la base italiana M. Zucchelli portano la sigla «B». Il più grande iceberg conosciuto è stato il B-15, nato nel 2000 dalla piattaforma di Ross: misurava 295 km x 37 km. Che fine fanno gli cebergs? Vengono trasportati lontano dalla correnti, sono consumati ed erosi dalle onde e dalla risacca. Nel maggio del 2018 un frammento di B-15 è stato fotografato dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale a nord della Georgia del Sud. I pinguini e altri uccelli marini utilizzano gli icebergs come isole e si rifugiano sopra per riposarsi. Nella notte fra il 14 e il 15 aprile 1912 -mentre viaggiava verso New York – il transatlanico Titanic è affondato a seguito della collisione con un iceberg (circa 1500 morti). Il relitto si trova a 3800 m di profondità al largo di Terranova. 

L’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita.

I COME INVERNO (e notte polare): in Antartide l’inverno inizia fra febbraio e marzo e termina a ottobre-novembre. A seconda della latitudine la notte polare dura più o meno a lungo. Sulla costa le ore di luce si alternano a ore di buio, mentre nel cuore del continente la notte polare si prolunga. Alla base italo-francese Concordia (75° di latitudine sud) vi sono TRE mesi di buio totale (illuminata dalla Luna e dalle aurore australi), mentre al polo sud geografico (90° di latitudine sud, alla base americana Amundsen-Scott) la notte polare dura SEI mesi. La notte non cala improvvisamente ma è preceduta da un lungo tramonto che dura più giorni; il ritorno del sole è preceduto da un’alba durante la quale il cielo si fa sempre più chiaro giorno dopo giorno. Nel corso dell’estate australe il sole splende 24 ore su 24. La notte polare e il sole di mezzanotte sono una conseguenza dell’inclinazione della Terra rispetto al piano dell’orbita terrestre. Durante la notte polare si possono vedere le aurore australi, un fenomeno causato dall’urto di particelle cariche emesse dal Sole (protoni, elettroni) con atomi presenti nell’atmosfera terrestre come ossigeno e azoto; le aurore si vedono nelle regioni polari perché in quella zona non c’è la magnetosfera, «scudo protettivo» della Terra e le particelle cariche possono infilarsi nell’atmosfera terrestre.

Belgica antartica

I COME INSETTI. Incredibile ma vero, in Antartide ci sono insetti. Sono molto rari e hanno speciali adattamenti a condizioni estreme (mancanza di acqua – l’Antartide è un deserto – temperature bassissime, venti violenti). Il più straordinario di questi insetti – è un gioiello dell’evoluzione: si chiama Belgica antartica ed è una specie di mosca (un dittero) senza ali, lunga circa 6 mm. Per non gelare ha uno stratagemma: elimina il 70% dell’acqua del suo corpo (vedi anche «Vermi» più sotto) Si trova solo in Antartide: è l’unico animale puramente terrestre del continente!

I COME ISOLE: Intorno all’Antartide ci sono isole e arcipelaghi su cui si trovano basi scientifiche e anche colonie di pinguini. La più nota delle isole e una delle più importanti dal punto di vista storico, geologico e scientifico è l’isola di Ross (2.470 km2, dieci volte l’isola d’Elba): porta il nome dell’esploratore e navigatore James Clark Ross che l’ha scoperta nel 1841 navigando lungo le coste di un mare sconosciuto con i suoi velieri Erebus e Terror. E’ un’isola vulcanica costellata da quattro vulcani, tre spenti e uno attivo – il monte Erebus (3,794 m). Sull’isola di Ross si trova la stazione scientifica McMurdo (1200 abitanti d’estate e 200 d’inverno) e la base neozelandes Scott, separate da soli 3 km. Presso la base italiana Mario Zucchelli si trova l’isola INEXPRESSIBLE, dove nel 1912 sei compagni del Capitano Scott furono costretti a passare 7 mesi in una grotta di neve di 4 m x 3 m perché la nave Terra Nova non riusci’ a raggiungere la costa per recuperarli, a causa della banchisa molto spessa. Sopravvissero mangiando pinguini e foche e scarsi viveri lasciati in un «deposito» nelle vicinanze. Su Inexpressible c’è una colonia di pinguini Adelie ed è in costruzione una base scientifica cinese.

Krill antartico

K COME KRILL: Il «krill» è un crostaceo di 4 – 5 centimetri simile ad un gamberetto. Ne esistono molte specie, ma quella più importante in Antartide si chiama Euphausia superba. E’ il cibo di balene, foche, pinguini, pesci e uccelli come gli skua. Ricercatori del Programma polare australiano (Australian Antarctic Division) hanno creato un acquario speciale per il krill sopra al quale è stata posizionata una krill-cam, ovvero una telecamera che permette di osservare in diretta i gamberetti che nuotano. Il responsabile dell’acquario è il ricercatore giapponese So Kawaguchi, uno dei maggiori esperti di krill al mondo. Per alimentarsi il krill filtra il plancton, composto di minute alghe unicellulari chiamate diatomee: all’acquario australiano le coltivano in una sorta di grandi «provette» altre circa un mezzo, piene d’acqua di mare. Ecco il sito della krill-cam dove troverete anche altre info: http://www.antarctica.gov.au/webcams/krill-cam.

Mappa dei laghi subglaciali

L COME LAGHI: sotto le calotte di ghiaccio dell’Antartide ci sono oltre 400 diversi laghi di acqua dolce e liquida, di tutte le dimensioni, chiamati in generale «laghi subglaciali». Sono sigillati sotto al ghiaccio da circa 35 milioni di anni e nella loro profondità potrebbero vivere esseri misteriosi e affascinanti – simili a quelli che vivono sul fondo degli oceani presso le sorgenti idrotermali. Uno solo di questi laghi (il lago Whillans) è stato esplorato grazie a un progetto di perforazione effettuato nel 2013 da un gruppo internazionale di ricerca al quale partecipava anche l’Italia con il Prof. Carlo Barbante dell’Università di Cà Foscari a Venezia.Tutti gli altri laghi restano misteriosi e nessuno li ha mai visti con i propri occhi perché si trovano sotto migliaia di metri di ghiaccio. Sono stati scoperti grazie a strumenti speciali trasportati da satelliti e aerei (chiamati radar- altimentri). Il più grande dei laghi si chiama VOSTOK, è stato scoperto nel 1996: si trova sotto 4.000 metri di ghiaccio vicino alla base russa Vostok. Le sue dimensioni sono: 250 km di lunghezza per 50 km di larghezza, con una profondità media di 436 m. Misura 36 volte il lago di Garda, il più grande lago italiano. Sotto l’area della base italo-francese Concordia ci sono 14 diversi laghi. L’acqua si mantiene liquida per via del calore geotermico che proviene dal centro della Terra; il ghiaccio inoltre è un ottimo isolante.

Un C-17 della US Air Force sulla pista del nuovo aeroporto Phoenix presso la base americana McMurdo. (c) US Antarctic Photo Library

M COME “MEZZI DI TRASPORTO IN ANTARTIDE”: Per raggiungere l’Antartide dalla Tasmania, dal Sudafrica o dal Sudamerica si utilizzano aeroplani (militari come gli Hercules C-130 oppure i grandi C-17), aerei di linea come l’Airbus A-319 dell’Australian Antarctic Division, atterrato anche sulla pista di ghiaccio marino presso la base italiana Mario Zucchelli; l’immenso Ilyushin IL-76 (anche lui recentemente atterrato sulla pista di Mario Zucchelli). Sul continente si utilizzano Basler, Twin Otter e elicotteri. Nelle basi si gira con motoslitte e automezzi dotati di cingoli al posto delle gomme oppure dotati di pneumatici enormi (come l’autobus Ivan The Terrabus). Le carovane di trattori che percorrono lunghe distanze come la “traversa” fra Dumont d’Urville e Concordia utilizzano Caperpillar con cingoli speciali (anche le traverse scientifiche). Per i rompighiaccio vedere più sotto.

Foto: US Antarctic Photo Library-NSF

M COME MIOGLOBINA: è una proteina situata nei muscoli scheletrici e nel cuore: ha la funzione di legare l’ossigeno come l’emoglobina dei globuli rossi del sangue. La sua struttura è stata scoperta dal ricercatore inglese John Kendrew nei muscoli di capodoglio; grazie alla scoperta nel 1962 ottenne il premio Nobel per la Chimica. Tutti i mammiferi posseggono mioglobina nei muscoli e nel cuore (incluso l’uomo) e anche alcuni uccelli come i pinguini: le specie animali che si immergono a grande profondità posseggono un’elevata concentrazione di mioglobina. Nei muscoli di pinguino imperatore adulto la concentrazione di mioglobina è 16 – 20 volte superiore a quella dell’uomo; anche la concentrazione di emoglobina è  elevata.

I monti Gamburtsev sepolti sotto il ghiaccio (immagine ottenuta con un radar-altimetro)

M COME MONTI GAMBURTSEV: Nessuno li ha mai visti con i propri occhi perché sono sepolti sotto il ghiaccio dell’Antartide orientale in una zona remota. I monti Gamburtsev sono una catena vasta quanto le nostre Alpi:  750 Km di lunghezza per 250 km di larghezza. Portano il nome del ricercatore sovietico che li ha scoperti nel 1958 utilizzando la sismologia, ovvero onde sonore prodotte da esplosivi (le onde si propagano nel ghiaccio e poi ritornano in superficie, una specie di ecografia). I monti Gamburtsev hanno altezze comprese fra 1.500 e 2.500 metri, con picchi di oltre 3.000 m. Non sono erosi perché il ghiaccio li ha conservati intatti. Sono separati da ampie valli (20-25 km di larghezza), lunghe 100-200 km, probabilmente di origine fluviale.

M COME METEORITI: Rocce di origine extraterrestre provenienti dalla Luna, da Marte o anche dall’asteroide Vesta, cadute sulla Terra. Le dimensioni e il peso sono varie (da diversi chili a pochi grammi) e anche la composizione. Le meteoriti cadono ovunque sul pianeta, ma l’Antartide è il continente dove ne sono state raccolte il maggior numero. Essendo scure si vedono bene sulla neve e sul ghiaccio, inoltre vengono trasportate a valle dal movimento dei ghiacciai – come su un tapis roulant – verso una zona in cui si accumulano perché i monti Transantartici sbarrano la strada al fluire dei ghiacciai. In questa zona sono state scoperte diverse centinaia di meteoriti, anche alcune rarissime meteoriti marziane. L’Italia – popo gli Stati Uniti e il Giappone – possiede la terza più importante collezione di meteoriti antartiche. Una parte della collezione si trova a Siena al Museo Nazionale dell’Antartide. SITO WEB: http://www.mna.it/content/meteoriti

Micrometeoriti: grandi quanto un granello di sabbia da 50 micron  a 2 mm  (un micron = un millesimo di millimetro) sono polveri di origine extraterrestre provenienti da zone interplanetarie. Ne cadono circa 30.000 tonnellate all’anno su tutta la Terra, ma l’Antartide è un luogo particolarmente adatto alla loro raccolta perché finiscono nella neve dove si conservano molto bene. Vengono raccolte sia sciogliendo la neve, sia aspirando l’aria con appositi apparecchi (alla base americana al Polo sud utilizzano questo sistema). Le micrometeoriti hanno origine e composizione diversa dalle meteoriti. Micrometeoriti sono state raccolte anche nei sedimenti marini.

N COME NEVE: E’ una precipitazione in forma di cristalli di ghiaccio che si formano nelle nubi quando la temperatura locale è inferiore a zero gradi centigradi. Il vapor acqueo si trasforma direttamente in cristalli di ghiaccio. Esiste una gran varietà di forme di cristalli di neve.  SNOW CRYSTALS: http://snowcrystals.com/  è un fantastico sito web dedicato alla fotografia dei cristalli di neve. La neve è un ottimo isolante ed ha una grande capacità di riflettere i raggi solari: si dice che ha un albedo elevato. Riflettendo i raggi del sole impedisce alla Terra di surriscaldarsi: per questa ragione le zone ricoperte di neve e di ghiaccio sono tanto importanti nel contrastare le conseguenze del riscaldamento globale. La neve è un elemento della criosfera, l’insieme delle aree del pianeta ricoperte di neve e di ghiaccio (Groenlandia e oceano glaciale Artico, Antartide e ghiaccio marino che la circonda, ghiacciai montani, ecc). In Antartide otteniamo acqua sciogliendo la neve. Anche i pinguini mangiano le neve per dissetarsi.

Il “buco” nello strato di ozono il 5 novembre 2018 (c) https://ozonewatch.gsfc.nasa.gov/Scripts/big_image.php?date=2018-11-05&hem=S

O COME OZONO (buco dell’ozono): Intorno alla Terra – ad un’altezza compresa fra 20 e 50 chilometri nella stratosfera – c’è uno strato sottile contenente ozono, una molecola formata dall’unione di tre atomi di ossigeno. Questo strato è uno scudo protettivo perché l’ozono assorbe i raggi ultravioletti B provenienti dal sole. Il «buco dell’ozono» non è un vero «buco» bensi’ una zona in cui la concentrazione dell’ozono è inferiore alla norma, perché viene distrutto dall’azione di sostanze chimiche prodotte dall’uomo, contenute per esempio in bombolette spray. Dal 1987 queste sostanze sono sono vietate: purtroppo sono tuttora presenti nell’atmosfera perché impiegano moltissimo tempo per disintegrarsi e possono continuare a causare danni. E’ uno degli esempi significativi dell’impatto dell’azione dell’uomo sul pianeta. Il fenomeno del «buco dell’ozono» è stato scoperto in Antartide nel 1984 da tre ricercatori inglesi che si trovavano alla base Halley. Nel 1995 altri tre scienziati hanno vinto il premio Nobel per la Chimica per i loro studi su come si forma l’ozono e come viene distrutto. Il «buco» si forma durante l’inverno australe al di sopra dell’Antartide perché le sostanze dannose si accumulano li’ e grazie al freddo intenso distruggono le molecole di ozono. Il «buco» tende poi a richiudersi nel corso della primavera e dell’estate australe. La concentrazione di ozono viene misurata con appositi strumenti in unità Dobson. Si forma un buco dell’ozono anche sopra al polo nord. Per saperne di piu’, un sito della NASA: https://ozonewatch.gsfc.nasa.gov/ e

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/chemistry/laureates/1995/press.html

Pinguini Adelie

P COME PINGUINI: I pinguini sono uccelli che hanno perso la capacità di volare e si sono adattati a vivere nel mare. Le loro ali si sono trasformate in pinne pettorali rigide: tutte le specie di pinguini sono ottimi nuotatori. Sono perfettamente adattati a vivere in ambienti freddi grazie ad uno spesso strato di grasso sottocutaneo, ad una straordinaria densità di piume, alla possibilità di «immagazzinare» aria fra le piume (piume + aria = ottimo isolante) e a molti altri accorgimenti. Piume e penne sono formate di cheratina, come le nostre unghie e i capelli. 50 milioni di anni fa vivevano nell’oceano australe pinguini giganti, alcuni erano alti come un uomo adulto (170 cm): oggi sono estinti ma si trovano i loro fossili. Sulla Terra si contano ora 18 diverse specie di pinguini, ma solo due sono adattate al clima estremo dell’Antartide: pinguino imperatore e pinguini di Adelia, anche se altre due specie vivono nella parte meno fredda del continente – la penisola antartica – i pinguini antartici (detti «chinstrap» in inglese) e i pinguini Gentoo, entrambi cugini stretti degli Adelia. Perché Adelia? Era il nome della moglie dell’esploratore francese Jules Dumont d’Urville, che esploro’ l’Antartide nell‘800 e diede questo nome ai piccoli pinguini che incontro’ nel suo viaggio e chiamo’ “Terra di Adelia” la costa presso la quale accosto’ (e dove poi è stata allestita la base scientifica francese Dumont d’Urville). Molte altre specie di pinguini vivono sulle isole intorno all’Antartide: per esempio i pinguini dagli occhi gialli, i pinguini reali e i pinguini saltarocce (e altri). Una specie vive in acque tropicali alle isole Galapagos (dove ci sono correnti fredde), due specie vivono in Sudamerica e alla isole Falklands, una in Sudafrica, due nel sud della Nuova Zelanda e nel sud dell’Australia e in Tasmania (una grande isola australiana). I pinguini più grandi sono gli imperatore (altezza 115 centimentri, 40 kg di peso) e i più piccoli sono i Blue penguins (35 centimetri, peso 1 kg). Più la taglia di un pinguino è grande, meglio resiste al freddo. Campioni di immersione in apnea, i pinguini imperatore possono scendere fino alla profondità di 600 metri grazie alle riserve di ossigeno contenute nei muscoli e al maggior volume di sangue, che trasporta ossigeno. Quando vanno a caccia si allontanano per diverse decine di chilometri dalla colonia e durante il viaggio accumulano le prede catturate in un apposito organo chiamato gozzo, situato presso l’esofago. Il cibo immagazzinato non viene digerito perché deve essere riportano a casa per nutrire il pulcino. I pinguini imperatore si riproducono sulla banchisa nel cuore dell’inverno australe grazie a particolari tecniche di sopravvivenza: a covare l’uovo per due mesi sono i papà, che lo conservano al caldo sopra le zampe, sotto una spessa «coperta» formata da una piega dell’addome. Stanno addossati gli uni agli altri per tenersi caldo. Le altre specie di pinguini si riproducono in terraferma durante l’estate australe. I pinguini più grandi allevano un solo pulcino all’anno, i più piccoli due. La maggiorparte delle specie di pinguini sono «gregari», ovvero formano colonie con migliaia di abitanti: la colonia di imperatori vicina alla base italiana Mario Zucchelli conta 25.000 uccelli (fra adulti e pulcini); nell’arcipelago francese di Crozet c’è una colonia di pinguini reali con circa un milione di uccelli. Altri pinguini invece sono solitari, come i pinguini dagli occhi gialli. Nuove colonie sconosciute di pinguini imperatore sono state scoperte osservando fotografie scattate da satelliti: le macchie marroni sulla banchisa corrispondono a colonie perché tanti pinguini producono tanta popo’ …..! A che velocità nuotano i pinguini? circa 8-10 km/ora. Quando camminano sulla banchisa invece la velocità è di circa 3 km/ora. Oltre a camminare possono scivolare sulla pancia spingendosi con zampe le ali: si dice che fanno tobogganing (da toboggan = scivolo).

P COME PESCI ANTARTICI. Sulla Terra esistono circa 25.000 specie di pesci, di cui solo 295 vivono nell’oceano intorno all’Antartide. Di queste, 96 appartengono ad un  gruppo chiamato Nototenioidei: lo studio le DNA ha stabilito che discendono da un unico antenato comune, una forma di evoluzione chiamata «radiazione adattativa». Sono pesci straordinari capaci di vivere in acque a temperature bassissime (quasi -2°C) dense e ricche di ossigeno. Quali sono le loro caratteristiche? Producono proteine antigelo (contenute soprattutto nel sangue e sulla pelle), non hanno globuli rossi né emoglobina (il sangue è trasparente), sono privi di vescica natatoria perché vivono soprattutto sul fondale o in piccole tane scavate nella banchisa – e hanno uno scheletro molto leggero. Di queste 295 specie 120 si trovano esclusivamente in Antartide. La specie di maggiori dimensioni è il Dissostichus mawsoni (150 cm per 60 kg – pescato anche commercialmente, vedi foto a sinistra), mentre la più piccola somiglia ad una sardina e si chiama Pleuragramma antarcticum (12-25 cm). E’ un pesce importante perché preda di pinguini, foche, skua e di altri pesci. Le protene antigelo dei pesci antartici sono state scoperte da Arthur De Vries – un ricercatore americano.

La buca delle lettere alla base francese Dumont d’Urville (c) Lucia S. Simion

P COME POSTA (E UFFICIO POSTALE): Alla base francese Dumont d’Urville c’è un ufficio postale con tanto di buca delle lettere e “postino” – o meglio il responsabile della Posta – che si occupa di ricevere e smistare lettere e pacchetti ricevuti tramite la nave Astrolabe e apporre speciali obliterazioni sulle lettere che gli inviano i filatelisti di tutto il mondo. La Francia emette speciali francobolli «polari», venduti anche alla Posta della base francese. Diverse altre basi – inglesi, americane o di altri paesi – hanno uffici postali ed emettono speciali francobolli polari molto ricercati da collezionisti. 

Il rompighiaccio inglese RRS Sir David Attenborough (sarà varato a fine 2018)

R COME ROMPIGHIACCIO. Sono navi di dimensioni più o meno grandi, progettate per navigare nella banchisa delle regioni polari (oceano glaciale artico, Antartide, canali e laghi ghiacciati del Canada, Russia, Finlandia, ecc). I rompighiaccio servono anche ad aprire il varco ad altre navi che poi procedono in fila indiana dietro di loro. Caratteristiche dei rompighiaccio: chiglia molto spessa per resistere alla pressione esercitata dal ghiaccio, con una forma adatta ad aprirsi un varco e a salire sulla banchisa per spezzarla, motori molto potenti, eliche protette per evitare che il ghiaccio le danneggi. Molte navi di esploratori del passato, costruite in legno, sono state stritolate nella morsa dei ghiacci e sono affondate: alcuni equipaggi si sono salvati, altri sono morti di freddo e di stenti (come le navi Erebus e Terror della spedizione Franklin nell’Artico canadese). Il vascello Endurance dell’esploratore Shackleton è stato stritolato dalla banchisa dell’Antartide ed è colato a picco. L’equipaggio se l’è cavata grazie alle scialuppe di salvataggio. Dimensioni di alcuni rompighiaccio: Xue Long (Cina): 167 mL’Astrolabe P800 (Francia) 72 m; Araon (Corea del Sud): 110 m. RRS Sir David Attenborough (Gran Bretagna): 128 m, Nuyina (Australia): 167 metri. L’italia non ha rompighiaccio. Le nazioni che posseggono molti rompighiaccio: Canada, Russia, Finlandia.

Lancio di palloni stratosferici da parte della NASA, presso la base US McMurdo.

S COME SCIENZA IN ANTARTIDE: è il più grande laboratorio a cielo aperto della Terra, un continente dedicato alla Pace e alla Scienza. Si svolgono ricerche di ogni tipo: microbiologia, biologia marina, ornitologia (pinguini e altri uccelli antartici), zoologia, ecologia, geologia, glaciologia, vulcanologia, studio dei cetacei (orche, balene), medicina, fisiologia umana e psicologia, antropologia, astronomia e astrofisica, studio del clima del passato (con carote di ghiaccio e di sedimenti marini); paleontologia (ricerca e studio dei fossili, per esempio dinosauri o specie di pinguini giganti estinti), ricerca di meteoriti e di micrometeoriti, studio dell’ozono, studio dell’atmosfera, oceanografia.

T COME TRATTATO ANTARTICO: L’Antartide è una riserva naturale dedicata alla pace e alla scienza. Non appartiene a nessun paese. Chi governa il continente allora? Chi decide che cosa si puo’ fare e non fare? Il «Governo» dell’Antartide è costituito dai paesi che hanno firmato il Trattato antartico: attualmente sono 53, ma i paesi che possono effettivamente prendere le decisioni sono 28, ovvero quelli che svolgono ricerca scientifica in Antartide (per esempio i paesi che hanno basi scientifiche). Il Trattato antartico è un complesso trattato di pace che comprende l’insieme delle leggi che stabiliscono come utilizzare il continente e come proteggerlo. E’ stato ratificato nel dicembre del 1959 a Washington, da 12 paesi che avevano partecipato all’anno geofisico internazionale del 1957-58 (Argentina, Australia, Belgio, Cile, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Norvegia, Sudafrica, Stati Uniti e Unione Sovietica);  è entrato in vigore nel giugno del 1961. Nel 2009 è stato rinnovato per altri cinquant’anni. Nel corso degli anni il Trattato Antartico originale è stato arricchito da tre Convenzioni e un Protocollo di protezione ambientale: oggi si parla di Sistema del Trattato Antartico. Ogni anno i rappresentanti dei paesi aderenti al Trattato si riuniscono in un paese diverso per un congresso durante le quali vengono discusse faccende inerenti il continente, la costruzione di nuove basi scientifiche o di piste di atterraggio, la creazione di aree protette, il turismo, ecc. Nel 2019 la riunione si terrà a Praga nella Repubblica Ceca (1-11 luglio 2019). 

T COME TURISTI. Circa 40.000 turisti al’anno visitano l’Antartide durante l’estate australe, la maggior parte via nave dal sudamerica. I turisti molto benestanti partecipano a spedizioni costosissime con agenzie di viaggio ultra-specializzate che li portano a visitare il polo sud geografico, a compiere ascensioni di monti o di vulcani o a visitare colonie di pinguini imperatore per fare fotografie e video.

U COME ALTRI UCCELLI ANTARTICI: Durante l’inverno antartico (da febbraio a ottobre) gli unici uccelli presenti sulle coste dell’Antartide sono i pinguini imperatore; le altre specie migrano verso nord, su altri continenti oppure restano in mare come i pinguini Adelie. Durante l’estate invece molte specie di uccelli marini vanno a nidificare in Antartide. Fra questi ci sono i bellissimi Petrelli delle nevi, bianchi come colombe (vedi foto a lato): costrusicono il nido in anfratti fra le rocce di isole o di promontori rocciosi presso le coste. Si nutrono di krill come i Petrelli del Capo e i Petrelli di Wilson. Predatori di uova di pulcino sono invece gli Skua (che si nutrono anche di krill) e i petrelli giganti, questi ultimi uccelli di grandi dimensioni e particolarmente aggressivi.

V COME VERMI. Vermi vivono e prosperano nel luogo più freddo, più arido e più estremo della terra. Scottnema lindsaye è un Nematode (verme rotondo) lungo meno di un millimetro che vive in Antartide. E’ stato scoperto nel 1971 nelle «Valli Secche» di McMurdo, una zona dove i venti catabatici spazzano via la neve. Scottnema è un predatore e si nutre di batteri, lieviti e microalghe; durante l’inverno per non gelare perde il 99% dell’acqua contenuta nel suo corpo e si arrotola come un gomitolo. Una condizione chiamata ANIDROBIOSI. Cosi’ disidratato «dorme» finché le condizioni ambientali gli consentono di risvegliarsi. I venti fortissimi delle Valli Secche soffiano via la terra ma anche i vermetti in essa contenuti e li trasportano altrove. Sono state descritte 22 diverse specie di Nematodi antartici (vermi rotondi come certi parassiti dell’uomo).

V COME VENTO. Il vento antartico puo’ avere la violenza di un uragano (300 km/ora), ma per fortuna dura poco. Come si forma? L’Antartide è ricoperta da una calotta di ghiaccio molto estesa e con uno spessore di 2,2 km fino a 4,6 km: a contatto con il ghiaccio l’aria si raffredda e diventa densa, scivolando poi verso la costa come se fosse una «cascata d’aria». Si chiama vento catabatico o anche «vento di caduta» proprio perché è causato da masse d’aria freddissima che scivolano giù da pendii scoscesi. E’ violento ma dura poco perché la massa d’aria dopo un po’ si esaurisce. La zona della base italiana Mario Zucchelli a Baia Terra Nova è nota per essere spazzata da vento catabatico.

V COME VULCANI. Esistono molti vulcani in Antartide: alcuni attivi, altri spenti. Il monte Erebus (3.790 m) sull’isola di Ross è uno dei vulcani più attivi della Terra e uno dei rarissimi ad avere un lago di lava liquida sul fondo del cratere. Questo permette di studiare la composizione di una materia che proviene dal cuore della Terra. Ricercatori neozelandesi e americani studiano l’Erebus da decenni e hanno posizionato strumenti sul bordo del cratere per monitorarlo 365 giorni all’anno. L’Erebus è stato scoperto dalla spedizione di James Clark Ross nel 1841 (era in eruzione), ma i primi a arrivare in vetta furono membri della spedizione Nimrod di Shackleton nel 1908. Erebus era il nome della nave di James Clark Ross. Altri vulcani sono il monte Melburne (2700 m) situato a 80 chilometri di distanza dalla base italiana Mario Zucchelli: è attivo, ci sono fumarole sulla cima. Il vulcano più alto dell’Antartide invece è spento: si chiama monte Sidley, 4.200 m di altezza. Ci sono anche molti vulcani sotto il ghiaccio e parecchi vulcani nella Terra di Marie Byrd nell’Antartide occidentale.

Testi: Lucia Sala Simion, 2018

Poster del progetto ANDRILL-SMS – tradotto dall’inglese da Lucia Sala Simion (2008)
Poster del progetto ANDRILL-SMS – tradotto dall’inglese da Lucia Sala Simion (2008)
Poster del progetto ANDRILL-SMS – tradotto dall’inglese da Lucia Sala Simion (2008)

TESTO DEL TRATTATO ANTARTICO IN INGLESE (segue riassunto in Italiano)- L’Italia ha firmato il Trattato Antartico nel 1981.

The Antarctic Treaty

Signed at Washington December 1, 1959
Ratification advised by U.S. Senate August 10, 1960
Ratified by U.S. President August 18, 1960
U.S. ratification deposited at Washington August 18, 1960
Proclaimed by U.S. President June 23, 1961
Entered into force June 23, 1961

The Governments of Argentina, Australia, Belgium, Chile, the French Republic, Japan, New Zealand, Norway, the Union of South Africa, the Union of Soviet Socialist Republics, the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland, and the United States of America,

Recognizing that it is in the interest of all mankind that Antarctica shall continue forever to be used exclusively for peaceful purposes and shall not become the scene or object of international discord;

Acknowledging the substantial contributions to scientific knowledge resulting from international cooperation in scientific investigation in Antarctica;

Convinced that the establishment of a firm foundation for the continuation and development of such cooperation on the basis of freedom of scientific investigation in Antarctica as applied during the International Geophysical Year accords with the interests of science and the progress of all mankind;

Convinced also that a treaty ensuring the use of Antarctica for peaceful purposes only and the continuance of international harmony in Antarctica will further the purposes and principles embodied in the Charter of the United Nations;

Have agreed as follows:

Article I

1. Antarctica shall be used for peaceful purposes only. There shall be prohibited, inter alia, any measures of a military nature, such as the establishment of military bases and fortifications, the carrying out of military maneuvers, as well as the testing of any type of weapons.

2. The present treaty shall not prevent the use of military personnel or equipment for scientific research or for any other peaceful purposes.

Article II

Freedom of scientific investigation in Antarctica and cooperation toward that end, as applied during the International Geophysical Year, shall continue, subject to the provisions of the present treaty.

Article III

1. In order to promote international cooperation in scientific investigation in Antarctica, as provided for in Article II of the present treaty, the Contracting Parties agree that, to the greatest extent feasible and practicable:

(a) information regarding plans for scientific programs in Antarctica shall be exchanged to permit maximum economy and efficiency of operations;

(b) scientific personnel shall be exchanged in Antarctica between expeditions and stations;

(c) scientific observations and results from Antarctica shall be exchanged and made freely available.

2. In implementing this Article, every encouragement shall be given to the establishment of cooperative working relations with those Specialized Agencies of the United Nations and other international organizations having a scientific or technical interest in Antarctica.

Article IV

1. Nothing contained in the present treaty shall be interpreted as:

(a) a renunciation by any Contracting Party of previously asserted rights of or claims to territorial sovereignty in Antarctica;

(b) a renunciation or diminution by any Contracting Party of any basis of claim to territorial sovereignty in Antarctica which it may have whether as a result of its activities or those of its nationals in Antarctica, or otherwise;

(c) prejudicing the position of any Contracting Party as regards its recognition or non-recognition of any other States right of or claim or basis of claim to territorial sovereignty in Antarctica.

2. No acts or activities taking place while the present treaty is in force shall constitute a basis for asserting, supporting or denying a claim to territorial sovereignty in Antarctica or create any rights of sovereignty in Antarctica. No new claim, or enlargement of an existing claim, to territorial sovereignty in Antarctica shall be asserted while the present treaty is in force.

Article V

1. Any nuclear explosions in Antarctica and the disposal there of radioactive waste material shall be prohibited.

2. In the event of the conclusion of international agreements concerning the use of nuclear energy, including nuclear explosions and the disposal of radioactive waste material, to which all of the Contracting Parties whose representatives are entitled to participate in the meetings provided for under Article IX are parties, the rules established under such agreements shall apply in Antarctica.

Article VI

The provisions of the present treaty shall apply to the area south of 60o South Latitude, including all ice shelves, but nothing in the present treaty shall prejudice or in any way affect the rights, or the exercise of the rights, of any State under international law with regard to the high seas within that area.

Article VII

1. In order to promote the objectives and ensure the observance of the provisions of the present treaty, each Contracting Party whose representatives are entitled to participate in the meetings referred to in Article IX of the treaty shall have the right to designate observers to carry out any inspection provided for by the present Article. Observers shall be nationals of the Contracting Parties which designate them. The names of observers shall be communicated to every other Contracting Party having the right to designate observers, and like notice shall be given of the termination of their appointment.

2. Each observer designated in accordance with the provisions of paragraph 1 of this Article shall have complete freedom of access at any time to any or all areas of Antarctica.

3. All areas of Antarctica, including all stations, installations and equipment within those areas, and all ships and aircraft at points of discharging or embarking cargoes or personnel in Antarctica, shall be open at all times to inspection by any observers designated in accordance with paragraph 1 of this Article.

4. Aerial observation may be carried out at any time over any or all areas of Antarctica by any of the Contracting Parties having the right to designate observers.

5. Each Contracting Party shall, at the time when the present treaty enters into force for it, inform the other Contracting Parties, and thereafter shall give them notice in advance, of

(a) all expeditions to and within Antarctica, on the part of its ships or nationals, and all expeditions to Antarctica organized in or proceeding from its territory;

(b) all stations in Antarctica occupied by its nationals; and

(c) any military personnel or equipment intended to be introduced by it into Antarctica subject to the conditions prescribed in paragraph 2 of Article I of the present treaty.

Article VIII

1. In order to facilitate the exercise of their functions under the present treaty, and without prejudice to the respective positions of the Contracting Parties relating to jurisdiction over all other persons in Antarctica, observers designated under paragraph 1 of Article VII and scientific personnel exchanged under subparagraph 1(b) of Article III of the treaty, and members of the staffs accompanying any such persons, shall be subject only to the jurisdiction of the Contracting Party of which they are nationals in respect of all acts or omissions occurring while they are in Antarctica for the purpose of exercising their functions.

Without prejudice to the provisions of paragraph 1 of this Article, and pending the adoption of measures in pursuance of subparagraph 1(e) of Article IX, the Contracting Parties concerned in any case of dispute with regard to the exercise of jurisdiction in Antarctica shall immediately consult together with a view to reaching a mutually acceptable solution.

Article IX

1. Representatives of the Contracting Parties named in the preamble to the present treaty shall meet at the City of Canberra within two months after the date of entry into force of the treaty, and thereafter at suitable intervals and places, for the purpose of exchanging information, consulting together on matters of common interest pertaining to Antarctica, and formulating and considering, and recommending to their Governments, measures in furtherance of the principles and objectives of the treaty, including measures regarding:

(a) use of Antarctica for peaceful purposes only;

(b) facilitation of scientific research in Antarctica;

(c) facilitation of international scientific cooperation in Antarctica;

(d) facilitation of the exercise of the rights of inspection provided for in Article VII of the treaty;

(e) questions relating to the exercise of jurisdiction in Antarctica;

(f) preservation and conservation of living resources in Antarctica.

2. Each Contracting Party which has become a party to the present treaty by accession under Article XIII shall be entitled to appoint representatives to participate in the meetings referred to in paragraph 1 of the present Article, during such time as that Contracting Party demonstrates its interest in Antarctica by conducting substantial scientific research activity there, such as the establishment of a scientific station or the despatch of a scientific expedition.

3. Reports from the observers referred to in Article VII of the present treaty shall be transmitted to the representatives of the Contracting Parties participating in the meetings referred to in paragraph 1 of the present Article.

4. The measures referred to in paragraph 1 of this Article shall become effective when approved by all the Contracting Parties whose representatives were entitled to participate in the meetings held to consider those measures.

5. Any or all of the rights established in the present treaty may be exercised from the date of entry into force of the treaty whether or not any measures facilitating the exercise of such rights have been proposed, considered or approved as provided in this Article.

Article X

Each of the Contracting Parties undertakes to exert appropriate efforts, consistent with the Charter of the United Nations, to the end that no one engages in any activity in Antarctica contrary to the principles or purposes of the present treaty.

Article XI

1. If any dispute arises between two or more of the Contracting Parties concerning the interpretation or application of the present treaty, those Contracting Parties shall consult among themselves with a view to having the dispute resolved by negotiation, inquiry, mediation, conciliation, arbitration, judicial settlement or other peaceful means of their own choice.

2. Any dispute of this character not so resolved shall, with the consent, in each case, of all parties to the dispute, be referred to the International Court of Justice for settlement; but failure to reach agreement on reference to the International Court shall not absolve parties to the dispute from the responsibility of continuing to seek to resolve it by any of the various peaceful means referred to in paragraph 1 of this Article.

Article XII

1.

(a) The present treaty may be modified or amended at any time by unanimous agreement of the Contracting Parties whose representatives are entitled to participate in the meetings provided for under Article IX. Any such modification or amendment shall enter into force when the depositary Government has received notice from all such Contracting Parties that they have ratified it.

(b) Such modification or amendment shall thereafter enter into force as to any other Contracting Party when notice of ratification by it has been received by the depositary Government. Any such Contracting Party from which no notice of ratification is received within a period of two years from the date of entry into force of the modification or amendment in accordance with the provisions of subparagraph 1(a) of this Article shall be deemed to have withdrawn from the present treaty on the date of the expiration of such period.

2.

(a) If after the expiration of thirty years from the date of entry into force of the present treaty, any of the Contracting Parties whose representatives are entitled to participate in the meetings provided for under Article IX so requests by a communication addressed to the depositary Government, a Conference of all the Contracting Parties shall be held as soon as practicable to review the operation of the treaty.

(b) Any modification or amendment to the present treaty which is approved at such a Conference by a majority of the Contracting Parties there represented, including a majority of those whose representatives are entitled to participate in the meetings provided for under Article IX, shall be communicated by the depositary Government to all the Contracting Parties immediately after the termination of the Conference and shall enter into force in accordance with the provisions of paragraph 1 of the present Article.

(c) If any such modification or amendment has not entered into force in accordance with the provisions of subparagraph 1(a) of this Article within a period of two years after the date of its communication to all the Contracting Parties, any Contracting Party may at any time after the expiration of that period give notice to the depositary Government of its withdrawal from the present treaty; and such withdrawal shall take effect two years after the receipt of the notice of the depositary Government.

Article XIII

1. The present treaty shall be subject to ratification by the signatory States. It shall be open for accession by any State which is a Member of the United Nations, or by any other State which may be invited to accede to the treaty with the consent of all the Contracting Parties whose representatives are entitled to participate in the meetings provided for under Article IX of the treaty.

2. Ratification of or accession to the present treaty shall be effected by each State in accordance with its constitutional processes.

3. Instruments of ratification and instruments of accession shall be deposited with the Government of the United States of America, hereby designated as the depositary Government.

4. The depositary Government shall inform all signatory and acceding States of the date of each deposit of an instrument of ratification or accession, and the date of entry into force of the treaty and of any modification or amendment thereto.

5. Upon the deposit of instruments of ratification by all the signatory States, the present treaty shall enter into force for those States and for States which have deposited instruments of accession. Thereafter the treaty shall enter into force for any acceding State upon the deposit of its instrument of accession.

6. The present treaty shall be registered by the depositary Government pursuant to Article 102 of the Charter of the United Nations.

Article XIV

The present treaty, done in the English, French, Russian and Spanish languages, each version being equally authentic, shall be deposited in the archives of the Government of the United States of America, which shall transmit duly certified copies thereof to the Governments of the signatory and acceding States.

IN WITNESS WHEREOF the undersigned Plenipotentiaries, duly authorized, have signed the present treaty.

DONE at Washington this first day of December, one thousand nine hundred and fifty-nine.

RIASSUNTO IN ITALIANO

Art. I: l’Antartide deve essere utilizzata solo per scopi pacifici. È proibita l’installazione di basi militari, fortificazioni, manovre militari e il test di qualunque tipo di arma. Il trattato non impedisce l’impiego di personale militare o equipaggiamento militare per scopo scientifico o per altri scopi pacifici.

Art. II: le indagini scientifiche in Antartide sono libere e nell’ambito di cooperazioni internazionali. Sono tuttavia soggette al trattato.

Art. III: le parti contraenti ottemperano allo scambio di informazioni sui programmi scientifici, per ridurre le spese e aumentare l’efficienza delle operazioni, allo scambio di personale tra le varie stazioni e le spedizioni, allo scambio di osservazioni scientifiche e dei risultati. Questi saranno resi pubblicamente disponibili.

Art. IV: non potranno essere effettuate nuove rivendicazioni territoriali, o allargamenti di territori esistenti o di sovranità territoriali mentre il trattato è in vigore.

Art. V: qualunque esplosione nucleare, e il rilascio di materiali radioattivi nel territorio coperto dal trattato è proibito.

Art. VI: l’area coperta dal trattato si estende a sud del parallelo con latitudine 60° S. Include tutta la calotta ghiacciata. Il trattato non interferisce con i regolamenti internazionali nelle acque internazionali.

Art. VII: per promuovere gli obiettivi del trattato e per verificare la sua applicazione, ogni parte contraente può designare degli osservatori per compiere ispezioni. Ogni osservatore deve avere pieno accesso, in qualunque momento, in tutte le aree dell’Antartide. Tutte le aree, tra cui tutte le stazioni, le installazioni e l’equipaggiamento contenuto in esse, le navi e gli aerei nei punti di imbarco e sbarco cargo e/o personale in Antartide devono essere aperte alle ispezioni a qualunque osservatore designato. Possono essere compiute delle osservazioni aeree. Ogni parte contraente deve notificare alle altre parti tutte le spedizioni da e verso l’Antartide, tutte le stazioni occupate e tutto il personale e l’equipaggiamento militare introdotto.

Art. VIII: gli osservatori sono soggetti solo alla giurisdizione delle nazioni a cui appartengono, per le responsabilità delle azioni condotte nel territorio Antartico.