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Oceano artico: sempre meno ghiaccio

Oceano artico: sempre meno ghiaccio Posted on 9 Febbraio 2018

Il National Snow and Ice Data Center (NSIDC) è un’istituzione scientifica situata a Boulder, nel Colorado; dal 1976 – quando fu fondata sotto gli auspici dell’US Geological Survey (USGS) e poi nel 1982 – quando la National Oceanographic Atmospheric Administration (NOAA) la battezzo’ con il nome che porta tuttora – il NSDIC promuove la ricerca nel campo di tutto cio’ che riguarda la neve e il ghiaccio sulla Terra, ovvero la criosfera: neve, ghiaccio, ghiaccio marino, ghiacciai, calotte di ghiaccio.

La concentrazione e l’estensione del ghiaccio marino il giorno 8 gennaio 2018 (NSIDC). La linea color ocra indica l’estensione della banchisa negli anni 1981-2010.

Il NSDIC raccoglie e organizza una vasta quantità di dati riguardo alla criosfera. In pratica prende regolarmente «il polso» della situazione del ghiaccio terrestre. Riceve finanziamenti dalla NASA e dalla National Science Foundation (NSF). Fra i dati che il NSIDC esamina quotidianamente vi è l’estensione del ghiaccio marino dell’Artico e dell’Antartide. Nel mese di gennaio 2018 – terminato da poco – i dati non sono buoni: il ghiaccio marino dell’Artico è inferiore all’estensione degli anni 1981-2010. Anche in Antartide il ghiaccio marino è inferiore alla media degli anni precedenti. Nel mese di gennaio (2018) la superficie mensile del ghiaccio marino dell’oceano artico era di 13,06 milioni di km2, ovvero 1,36 milioni di km2 inferiore alla media degli anni 1981-2010 (equivalente a 4,5 volte la superficie dell’Italia) e 110.000 km2 inferiore alla media mensile per gennaio del 2017 (un terzo della superficie dell’Italia, 301.000 km2). Nel mese di gennaio ogni giorno la banchisa artica cresce di circa 37.000 km2; raggiunge la sua massima estensione nel mese di marzo e la minima in settembre. Nel passato la sua superficie variava fra 14-14 milioni di km2 (marzo) e 7 milioni di km2 (settembre), ma negli ultimi anni questi dati sono cambiati drasticamente. Cala non solo l’estensione del ghiaccio marino ma anche il suo spessore.

(c) NSIDC

Le carte elaborate dal NDSIC mostrano che le zone in cui la superficie del ghiaccio marino è inferiore alla media degli ani 1981-2010 si trovano nel mare di Barents e nel mare di Kara (vedere diagramma) e anche nel mare di Bering. Le temperature atmosferiche – nell’artico – è altrettanto preoccupante: 760 metri al di sopra del livello del mare  (pressione: 925 hPa) la temperatura sopra l’oceano artico era di 3 °C superiore al di sopra della media.

(c) NSIDC

Sul mare di Barents e di Kara e intorno alle Svalbard le temperature atmosferiche erano di 9°C superiori alla media; dal lato dell’oceano Pacifico  le temperature erano di 5°C superiori alla media. Mentre in Siberia le temperature dell’aria erano di 4°C inferiori alla media.

(c) NSIDC

Il NSDIC spiega che l’aumento delle temperature sopra l’oceano artico è in parte la conseguenza di un sistema di circolazione atmosferica che permette l’infiltrazione di masse di aria «calda» proveniente da latitudini meridionali (dall’Eurasia) e in parte dal rilascio di calore dall’oceano, dalle zone di acqua libera non coperta dal ghiaccio.

Foto di apertura: Sito web del NSIDC/fruchtzwerg’s world-flickr