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Patrice Godon: medaglia del COMNAP

Patrice Godon: medaglia del COMNAP Posted on 21 Agosto 2017

Il 3 agosto scorso Patrice Godon è stato insignito della medaglia del COMNAP (Council of Managers of National Antarctic Programs). La cerimonia si è svolta al termine della XXIX riunione del COMNAP che si è tenuta a Brno nella Repubblica Ceca dal 31 luglio al 2 agosto 2017. La medaglia 2017 è stata conferita ex-aequo a Henry Valentine, Direttore del Programma polare sudafricano (SANAP).

Patrice Godon alla guida del suo Caterpillar nella traversa Dome C- Cap Prud’Homme (c) Lucia Simion

Conosciuto a livello internazionale da ricercatori, dirigenti e tecnici appartenenti al mondo antartico Patrice Godon è stato per 37 anni una delle figure di riferimento del programma polare francese (IFRTP prima e IPEV dopo) dove ha creato e messo a punto le traverse logistiche fra Cap Prud’homme e Dome C, oltre ad occuparsi di vari aspetti legati alla sicurezza delle basi scientifiche e delle stesse traverse. Chiamate raid dai francesi, le traverse sono convogli composti da trattori adattati alle condizioni polari; percorrono piste di neve, a temperature che a volte scendono sotto i -40°C. Tirano lunghe slitte sulle quali sono fissati materiali da trasportare, cisterne di carburante e unità abitative in cui si trovano cuccette per la notte e un salottino con una piccola cucina per riscaldare i pasti dell’equipe.

Una pagina del Carnet de Voyage philatélique de terre Adélie (TAAF, 2001), autore Serge Marko’.

UN RICORDO PERSONALE: La prima volta che incontrai Patrice Godon fu nel dicembre dell’anno 2000 in Antartide, vicino alla piccola base costiera di Cap Prud’homme a pochi chilometri da Dumont d’Urville (DDU). La traversa stava rientrando da Dome C – dove era in costruzione la base italo-francese Concordia – e si trovava a circa 30 chilometri da DDU. Jean-Marie Jaguenaud (JMJ), allora direttore della filatelia delle TAAF, Serge Marko’ (1926-2014, peintre officiel de la Marine) ed io fummo invitati a recarci in elicottero fino alla traversa che si stava avvicinando alla costa e che, per l’occasione, si era fermata ad aspettarci.

Appena scesi dall’elicottero accanto al convoglio di massicci Caterpillar Serge Marko’ traccio’ alcuni schizzi per le tavole che poi sarebbero diventate francobolli e pagine del Carnet de Voyage philatélique de terre Adélie (TAAF/2001) e JMJ scatto’ qualche fotografia. Passarono in rassegna i vari veicoli del raid e poi rientrarono a DDU in elicottero. Mentre io ebbi la fortuna di salire a bordo del Caterpillar di Patrice Godon, che mi condusse fino a Cap Prud’homme sulla pista di neve che collega Dome C con la costa (circa 1300 km, da 3.300 metri di altezza sul plateau polare fino al livello del mare). In quell’occasione mi resi conto quanto impegnativo e faticoso fosse il lavoro dei piloti della traversa: pur essendo mantenuta in ottime condizioni dal passaggio di un gatto delle nevi, la pista non è liscia come una strada asfaltata e nella cabina di pilotaggio si prendono un bel po’ di scossoni. Patrice mi spiegava che durante le lunghe ore di guida (che possono essere anche dieci-dodici al giorno) ascoltava programmi radio registrati nei mesi precedenti: reportages e musica. Il viaggio di andata dura 10-15 giorni, quello di ritorno circa una settimana. Godon mi fece visitare anche la “roulotte” attrezzata con cuccette per la notte e il cucinino dove i piloti della traversa consumano i pasti; il medico della spedizione svolge anche le funzioni di cuoco. Quand’ero a Dome C ho assistito due-tre volte all’arrivo della traversa, che era sempre preceduta da un gatto delle nevi, in genere pilotato da Alberto Quintavalla. Una volta – mentre il convoglio si trovava a qualche chilometro di distanza da Dome C – abbiamo chiamato Patrice Godon alla radio e scambiato qualche parola prima di vederlo sbarcare dal suo Cat, dopo un viaggio di 1300 chilometri attraverso l’Antartide.