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1907-2017: Rallier du Baty a Kerguelen

1907-2017: Rallier du Baty a Kerguelen Posted on 10 Ottobre 2017

Esattamente centodieci anni fa – nel settembre 1907 – sei francesi a bordo di un piccolo ketch lungo 20 metri (il JB Charcot) partivano per una spedizione della durata di due anni con destinazione le isole Kerguelen, all’estremo sud dell’oceano indiano, a duemila chilometri dalle coste dell’Antartide. Il capospedizione si chiamava Raymond Rallier du Baty, 25 anni, bretone di Lorient, capitano di lungo corso. Ad appena 21 anni aveva partecipato come semplice marinaio alla prima delle due spedizioni antartiche di Jean-Baptiste Charcot, quella del Français (1903-1905). Nel corso di questa spedizione Charcot e il suo equipaggio esplorarono e cartografarono parecchie centinaia di chilometri di coste della penisola antartica nella Terra di Graham e passarono l’inverno in una remota baia dell’Isola Booth a 69° di latitudine sud – battezzata Port Charcot.

(c) Lucia Simion, l’Arche des Kerguelen

Durante quella spedizione Raymond Rallier du Baty si appassiono’ per le terre estreme del grande sud (scrisse anche una piccola opera – Dans l’ombre de Jean Charcot – tratta dal suo diario). Non avendo i mezzi per organizzare una spedizione in Antartide, il giovane decise di partire alla volta di Kerguelen, una remotissima isola francese. Organizzo’ una prima spedizione nel 1907-1909 e una seconda nel 1913-1914 (a bordo della Curieuse perché il JB Charcot era stato venduto). Il contributo di Rallier du Baty allo studio geografico di Kerguelen e i rilievi idrografici compiuti nella prima e nella seconda spedizione furono notevoli; molti luoghi sull’arcipelago portano il suo nome, come la penisola Rallier du Baty o il monte Rallier du Baty. Il fratello maggiore Henry fu membro delle sue spedizioni (era il capitano del JB Chacot): un monte di Kerguelen porta il suo nome.  

Al ritorno dal primo viaggio Raymond Rallier du Baty scrisse un’opera che rimane una delle mie letture preferite: «Aventures aux Kerguelen». Il racconto fu dapprima pubblicato in inglese con il titolo «15.000 miles in a ketch» e poi tradotto in francese perché il manoscritto originale ando’ perso.

E’ un magnifico racconto di viaggio, zeppo di avventure incredibili – anche se vi sono delle pagine piuttosto sanguinarie quando Rallier du Baty descrive la caccia agli elefanti marini: per finanziare la spedizione cacciavano questi pinnipedi per far bollire il grasso ed estrarne olio, che fu poi venduto in Australia alla fine dell’avventura. Il viaggio termino’ a Melbourne, dove insieme all’olio di elefante marino fu venduto anche il  JB Charcot.

La baia di Port Christmas a Kerguelen -battezzata cosi’ nel 1776 dal Capitano Cook, che getto’ l’ancora nella baia per due mesi. L’arco naturale si trova all’estrema sinistra. Il tetto crollo’ nei primi anni del 900.

Agli inizi del 900 (e anche per buona parte dell‘800) la caccia agli elefanti marini, alle foche da pelliccia, alle balene azzurre era un’industria fiorente. Sull’isola di Macquarie anche i pinguini reali venivano catturati e scaraventati vivi in immense cisterne dov’erano bolliti per estrarne olio. A Kerguelen i norvegesi avevano allestito la base baleniera di Port-Jeanne d’Arc (PJDA) – che venne abbandonata pochi anni dopo l’inaugurazione perché non c’erano più balene da cacciare. Raymond Rallier du Baty ebbe occasione di visitare PJDA nel corso della sua prima spedizione a Kerguelen. Egli fu l’utimo esploratore a vedere l’Arche des Kerguelen intatta – prima che il tetto del monumento naturale crollasse, lasciando in piedi solo due pilastri di basalto alti una settantina di metri. L’Arche era stata scoperta dal Capitano Cook nel 1776. Edgar Allan Poe descrive questo monumento naturale di Kerguelen nelle Avventure di Gordon Pym (1838, che fu tradotto in francese da Baudelaire) e Jules Verne cita l’arco ne “Le Sphynx des Glaces”.

Altre opere più moderne sono dedicate a Kerguelen, come L’Arche des Kerguelen: voyage aux îles de la Désolation di Jean-Paul Kauffmann e il libro di Gracie Délepine “Histoires extraordinaires et inconnues dans les mers australes. “  All’inizio del 2018 dovrebbe uscire “Marcher aux Kerguelen” di François Garde, funzionario francese ex-prefetto delle TAAF:  nel 2015 ha attraversato a piedi da nord a sud la grande terre di Kerguelen, una spedizione formidabile da cui ha tratto un libro che verrà pubblicato prossimamente da Gallimard. Nel frattempo potete godervi le magnifiche fotografie di Michael Charavin, la guida della spedizione (LINK). Nel 2012 François Garde ha vinto il Premio Goncourt dell’opera prima con il romanzo “Ce qu’il advint du sauvage blanc” (Gallimard, pubblicato in italiano nel 2014 da Corbaccio con il titolo “Il ritorno del naufrago”). Si basa su una storia vera: quella di Narcisse Pelletier, un giovane marinaio francese che nell’ottocento viene dato per disperso e abbandonato su una costa inesplorata australiana; accolto da una tribu’ di aborigeni, vivrà con loro per 17 anni finché un giorno l’equipaggio di una nave non lo rapisce per portarlo a Sydney dove lo affida a un funzionario francese – che lo riporta in patria.

Due estratti di «Aventures aux Kerguelen» di Raymond Rallier du Baty (1881-1978)

Plus de mille fois jʼai vu cette côte. Dans un grain de neige ou à travers le crachin elle avait vraiment lʼair diabolique dans sa sinistre laideur, terre de désolation sauvage et dénudée quʼanges et mortels devaient fuir. Par une belle journée, avec le soleil étincelant sur les rochers, tout est différent. La beauté particulière de Kerguelen sʼinsinue dans les coeurs et vous prends sous son charme, avant de hanter les mémoires des marins qui sʼy sont aventurés. (Raymond Rallier du Baty, Aventures aux Kerguelen (traduzione in francese di Renaud Delcourt) p.91)

Nous fûmes accueillis à notre arrivée par les hôtes de cette terre que nul être humain ne peuplait. Ils nous regardaient avec des yeux arrondis par la surprise. Cʼétaient des manchots – des centaines de manchots – alignés en rangs serrés sur les terrasses des falaises, comme des soldats se préparant à défendre leurs côtes contre une invasion. Créatures étrangement humaines, ils me faisaient penser à des vieux, à de très vieux nains dressés dans la lumière du crépuscule comme si, nous ayant vus venir de loin, ils nous attendaient pour parlementer avec nous. (Raymond Rallier du Baty, Aventures aux Kerguelen. p.92)

La bandiera delle TAAF

Kerguelen (KER) fa parte delle Terre australi e antartiche francesi (TAAF) una collettività territoriale creata nel 1955, comprendente i cinque distretti di Crozet, Kerguelen, Saint-Paul e Amsterdam, le isole Eparses nel canale del Mozambico e la Terra Adélie in Antartide.

Il servizio filatelico delle TAAF ha emesso quattro francobolli per ricordare Raymond Rallier du Baty e le sue due imbarcazioni, il JB Charcot e La Curieuse. Uno dei francobolli è il numero 76 : N°76  

FOTO DI APERTURA: LA BAIA DI MORBIHAN A KERGUELEN, (c) LUCIA SIMION