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L’Antartide all’American School of Milan

L’Antartide all’American School of Milan Posted on 9 Febbraio 2018

Foto di apertura: La stazione McMurdo vista dall’estremità di Hut Point, con sulla sinistra il rifugio di Scott durante la spedizione del Discovery nel 1901-1904 (c) Robyn Waserman, US Antarctic Photo Library-National Science Foundation.

Dal 29 gennaio al 2 febbraio ho trascorso una settimana formidabile. In una scuola formidabile. Ero immersa in un’atmosfera positiva, stimolante e gratificante. Sto parlando dell’American School of Milan, la scuola americana di Noverasco di Opera, a due passi da via Ripamonti, fra Milano e Rozzano (6 km da Milano). E’ una di quelle scuole che dà ai suoi studenti le ali per volare alto nella vita, come i grandi albatros che partono dalle isole Crozet o da Campbell per fare il giro dell’Antartide, quasi senza un battito d’ali. Non vorrei esagerare, ma è proprio cosi’. In un mondo competitivo come quello attuale, trovare la buona scuola, l’offerta educativa adeguata e un’atmosfera multiculturale e internazionale è di cruciale importanza per i bambini. Essere Inglese madrelingua permette di lavorare ovunque nel mondo. 

Ma perché mi trovavo alla Scuola Americana? Alcuni mesi orsono avevo inviato alla direttrice – Signora Maureen O. Madden – una proposta per organizzare una presentazione sull’Antartide, seguita da una videoconferenza Skype con la base McMurdo sull’isola di Ross, sul continente dei ghiacci. Ho già organizzato questi eventi per il Liceo Francese Stendhal, per il Leone XIII, per la Scuola Pietro Micca di Via Gattamelata (tre ottime scuole) e persino per la facoltà di Medicina dell’Humanitas University, perché l’Antartide è considerato un «analogo dello spazio»: l’ESA e la NASA vi conducono studi di medicina e di psicologia. Ho presentato l’Antartide in molte altre scuole in Italia e in Francia.

Torniamo all’American School of Milan (ASM). C’è stata di mezzo l’estate e non ho ricevuto risposte ma verso l’inizio di novembre ecco arrivare un email da parte di Mark Lichaj, insegnante di Scienze della scuola media. A metà dicembre mi ha invitata a visitare la Scuola americana per incontrarlo insieme ai suoi colleghi insegnanti di Scienze, per presentare il mio progetto.

La stazione scientifica americana McMurdo e Observation Hill, di origine vulcanica, che la separa dalla base neozelandese Scott. Sulla destra il ghiaccio della piattaforma di Ross (c) Elaine Hood, US Antarctic Photo Library-NSF

Organizzare una presentazione sull’Antartide con videconferenza Skype da una base antartica non è semplice: finora ho realizzato videoconferenze con la base italiana Mario Zucchelli, italo-francese Concordia, francese Dumont d’Urville e americana McMurdo. Innanzitutto c’è un’importante differenza di fuso orario e poi occorre trovare il giorno giusto per far coincidere le attività professionali di ricercatori e tecnici in Antartide con gli orari degli studenti. Giostrare con la differenza di fuso orario non è uno scherzo: fra Milano e la base americana di McMurdo per esempio la differenza è di 12 ore. Quando a Milano sono le 9h00 del mattino, a McMurdo sono le 21:00, la giornata è finita – tranne per coloro che hanno un turno di notte e per chi lavora alla cafeteria o all’aeroporto (sul ghiaccio).

Grazie a Mark Lichaj e dei suoi colleghi Anna, Daniel, Christopher, Marla, con la supervisione del Direttore della scuola media, Dottor Michael Amodio, e anche grazie alla collaborazione indispensabile di Stephen Reiach, direttore dei servizi informatici e dei suoi collaboratori….ce l’abbiamo fatta. Confesso di aver insistito parecchio affinché si riuscisse ad organizzare quest’anno…..e in fin dei conti è andato tutto benissimo. Where there’s a will there’s a way: si, ce l’abbiamo fatta ed è stato un successo.

L’isola di Ross in Antartide, da cui ci parlava in video-collegamento Mike Lucibella: la base McMurdo si trova all’estremità di Hut Point, quel “dito” incuneato fra la Ross ice shelf e il McMurdo Sound, coperto di ghiaccio marino. Da notare i quattro vulcani dell’isola: Erebus, 3794 m (attivo), Bird, Terranova e Terror. (c) Wikimedia Commons

Quello che mi premeva era di trasmettere agli studenti l’interesse e la passione per l’Antartide e le scienze polari. I ragazzi sono stati entusiasti e quindi il mio scopo – cosi’ come quello di Mark e dei suoi colleghi e anche del nostro corrispondente a McMurdo in Antartide è stato raggiunto. Tutto è andato a buon fine. Abbiamo organizzato un’intera settimana di «chiacchierate» con gli studenti del 6-7-8 grade, completate dulcis in fundo da una videoconferenza di circa un’ora con l’Antartide. A migliaia e migliaia di chilometri da Milano.

Primo febbraio 2018: Mike Lucibella in video-collegamento Skype con gli studenti dell’American School of Milan, dalla base americana McMurdo sull’isola di Ross, in Antartide. Per ragioni di privacy non è possibile mostrare la platea di studenti, che comunque erano circa 200.

Al momento del video-collegamento – dallo schermo ha fatto capolino in tenuta polare, parka rosso, cappuccio e occhialoni neri – Mike Lucibella, giornalista professionista, fotografo e redattore dell’Antarctic Sun, organo dell’US Antarctic Program, entrambi gestiti e finanziati dalla National Science Foundation (NSF). La NSF è un’agenzia federale americana che sostiene finanzia migliaia di ricerche nel campo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e delle matematica (STEM); nel 2018 il suo budget è di 6,6 miliardi di dollari US, per finanziare 8.000 progetti di ricerca. La NSF finanzia il programma polare americano e sostiene (ad esempio) ricerche complesse come il progetto SOCRATES per lo studio delle nubi e degli aerosol dell’oceano australe; ricerche di astrofisica come il progetto IceCube, uno dei più grandi detettori di neutrini al mondo è sepolto nella calotta di ghiaccio presso la stazione Amundsen-Scott al polo sud geografico: ha un volume di un chilometro cubo e hanno impiegato anni per costruirlo (è costato circa 300 milioni di dollari), la ricerca di meteoriti e di foreste fossili nell’area dei monti Transantartici, gli studi sulle foche di Weddell, sui pinguini Adelie, …. Questi sono solo alcune delle ricerche finanziate dalla NSF. 

Ma torniamo a noi: grazie a Mike Lucibella e anche a Elaine Hood, figura indispensabile della comunicazione dell’US Antarctic Program e responsabile dell’Archivio fotografico del Programma polare americano (US Photo Library), ci siamo collegati con l’Antartide; Mike e Elaine lavorano entrambi per l’Antarctic Support Contract (ASC) che seleziona, assume e gestisce tutto il personale logistico per le tre basi scientifiche americane in Antartide: McMurdo (la più grande), Amundsen-Scott al polo sud geografico e Palmer station nella penisola antartica. Il personale logistico (cuochi, meccanici, informatici, autisti, carpentieri, idraulici, ecc) sono la forza lavoro necessaria per far funzionare una base scientifica nel più estremo dei continenti e permettere ai ricercatori di svolgere il proprio lavoro, ovvero portare a buon fine complessi progetti scientifici.

Mike Lucibella, giornalista scientifico, fotografo e redattore dell’Antarctic Sun, rivista dell’US Antarctic Program, finanziata dalla National Science Foundation (NSF)

Nella sua veste di giornalista Mike Lucibella è in contatto con tutti e ha visitato le tre basi per intervistare ricercatori e personale logistico per scrivere gli articoli che vengono pubblicati sull’Antartic Sun. Potete leggerli anche voi su questo link: ci sono anche i numeri arretrati. Troverete un sacco di informazioni appassionanti. Prima di Mike Lucibella all’Antarctic Sun ci sono stati altri redattori che mi fa piacere ricordare: Kristan Hutchinson e Peter Rejcek. Comunicare le attività dell’US Antarctic Program  della National Science Foundation al grande pubblico e spiegare come viene investito il denaro dei contribuenti è di fondamentale importanza. Raccontare quello che si svolge in Antartide, spiegare perché si compiono certi studi investendo tanto denaro è indispensabile. Sebbene sia lontanissima – ai confini della Terra – i cambiamenti climatici hanno conseguenze notevoli in Antartide, come è dimostrato dal crollo di vaste piattaforme di ghiaccio (Larsen C nel luglio 2017, con la nascita dell’iceberg A-68), dall’erosione di ampi ghiacciai nella baia  di Pine Island e dall’aumento della loro velocità di scorrimento. Il buco nello strato di ozono, scoperto alla base inglese Halley in Antartide, causa un raffreddamento della stratosfera e modificazioni nella circolazione atmosferica.

Circa 200 ragazzi del 7° e 8° grade e alcuni del 6° (equivalente alle medie dela scuola italiana) erano radunati nella spaziosa biblioteca della scuola americana: hanno ascoltato Mike Lucibella spiegare come funziona la stazione McMurdo, con che mezzi la si raggiunge dalla Nuova Zelanda, che ricerche scientifiche vi si svolgono e come esercita il suo lavoro di giornalista antartico (una professione fantastica, don’t you think so?).

L’Antarctic Sun, il giornale di cui è redattore Mike Lucibella (screenshot).

Nei giorni precedenti la video call Mike aveva promesso che se la meteo fosse stata buona si sarebbe collegato dall’esterno e non da un laboratorio. Fortuna ha voluto che la meteo fosse discreta: il cielo era coperto, con sprazzi di azzurro, ma non nevicava e il termometro segnava – 5°C. Cosi’, imbacuccato nel suo extreme weather  clothing – Mike è salito sulle pendici di Observation Hill, la collina che separa McMurdo da Scott Base e in cima alla quale c’è una croce alla memoria di Robert Falcon Scott e dei suoi quattro compagni morti sulla via del ritorno dal polo sud geografico nel 1912 (sulla croce è incisa una frase dall’Ulysses di Alfred Tennyson «To strive, to seek, to find, and not to yield”). Video e audio perfetti, collegamento perfetto. Nessun ritardo nell’audio. I test erano stati effettuati da Stephen Reiach e dai suoi collaboratori.

Sulla cima di Observation Hill una croce di legno ricorda il sacrificio di Scott e dei suoi quattro compagni; la foto in bianco e nero risale agli anni 60. (c) US Navy, US Antarctic Photo Library

Da Observation Hill  si vede tutto McMurdo e difatti ad un certo punto Mike ha girato il computer e ci ha mostrato la base, spiegando ai ragazzi dove si trova il laboratorio Crary, dove sono i dormitories, la cafeteria, i serbatori del carburante…..e la località sulla Ross ice shelf dove si trova l’aeroporto su cui atterrano gli Hercs C-130 e i C-17….e presso McTown il porto per l’attracco delle petroliere e delle navi cargo (i rompighiaccio aprono un canale nel quale si infilano le navi). Purtroppo l’Erebus era coperto e non si vedeva.

Una delle chiacchierate sull’Antartide tenuta da Lucia Simion; la fotografia della foca di Weddell con il suo cucciolo è tratta dal sito Weddel Seal Science dedicato alle ricerche e al monitoraggio della colonia di foche di Weddell di Erebus Bay, di cui sono Principal Investigators Jay Rotella e Robert Garrott. Foto (c) Giannabella Sacco

Gli studenti – già preparati dalle mie presentazioni dei giorni precedenti – erano attentissimi. Non volava una mosca. Mike era la star della mattinata. Alla fine della presentazione gli studenti gli hanno posto un sacco di domande e sarebbero rimasti li’ a chiacchierare ancora un’ora se non fosse stato tempo di ritornare in classe……con l‘Antartide nel cuore.

La sede della National Science Foundation a McMurdo (conosciuta come “lo chalet”). Sotto le bandiere c’è un busto di Ricard E. Byrd. Foto di Peter Rejcek-US Antarctic Photo Library-NSF

Il 31 gennaio Mike non era riuscito a collegarsi da McMurdo, ma il giorno successivo – 1° febbraio – tutto ha funzionato alla grande. Noi avevamo il cuore in gola e fingers crossed, ma tutto si è svolto super-super super-bene. L’Antartide è lontana ….! ben più remota della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che si trova a «soli» 400 km sopra le nostre teste, mentre McMurdo (oppure Mario Zucchelli e Concordia) sono a 18.000 chilometri di distanza dall’talia. Quasi su un altro pianeta……E Mike Lucibella ci parlava da quel pianeta remoto. E’ stato bravissimo. Lo ringraziamo mille volte per la sua disponibilità e ringraziamo anche Elaine Hood, senza la quale non saremmo riusciti ad organizzare questo evento appassionante, che ha – ne sono certa – ispirato gli studenti (e anche gli insegnanti) e che rimarrà a lungo negli annali della Scuola Americana. Del resto Elaine ha un passato di insegnante e quindi capisce il valore educativo di questi eventi.

Ora i ragazzi sanno dove si trova l’Antartide. The Ice….! Sanno che è un mondo speciale, una terra d’avventura e di scienza. Il continente dedicato alla pace e alla scienza. Le vere Nazioni Unite della Terra! Sarebbe fantastico se qualche studente decidesse di seguire la carriera di ricercatore polare…. (oppure, perché no? di ingegnere o di pilota o di medico polare….le professioni sono tante e c’è bisogno di molti eccellenti tecnici logistici). L’Antarctic Support Contract (ASC) per cui lavorano Mike Lucibella e Elaine Hood si occupa proprio delle selezione di questo personale specializzato che lavora in condizioni estreme sul continente più ventoso, più freddo e più remoto del pianeta. Un continente di cristallo.

Il venerdi’ 2 febbraio la settimana alla American School of Milan si è conclusa con una chiacchierata dedicata ad un gruppo di genitori; anche loro avrebbero voluto assistere ad una video-call con l’Antartide……ma questi eventi sono rari e preziosi….Nel futuro si potrebbe organizzare un video-collegamento dall’Artico al quale assisterebbero anche i genitori….Pourquoi-Pas? parole magiche del Comandante Jean-Baptiste Charcot, uno dei miei eroi polari con Ernest Shackleton (da bambina abitavo a due passi dalla dimora di Charcot a Neuilly-sur-Seine ed ero allieva del Groupe Scolaire Commandant Charcot).

(c) Lucia Sala Simion, 9 febbraio 2018

Un tweet della ASM Library: ho offerto loro una copia del mi libro “Antartide, il cuore bianco della Terra” (purtroppo non esiste in Inglese ma solo in Italiano, Francese e Tedesco). (c) Screenshot Twitter

La storia della scuola americana di Milano (breve riassunto dal testo inglese pubblicato sul sito dell’ASM -vedere sotto alla traduzione italiana)

Nel 1962 un gruppetto di genitori di lingua inglese decise di dare ai propri figli un’educazione anglo-americana. Non erano esperti nel creare e gestire scuole, ma la loro determinazione era infallibile e grazie alle loro competenze riuscirono nel loro intento. Questi genitori scoprirono che a Milano c’era una scuola privata di lingue: la Anglo-American School, diretta dal Signor Bruno Matthews. Unire le competenze degli uni e degli altri era il modo migliore per dare il via a questa iniziativa nell’interesse dei ragazzi. La sede era a Sesto San Giovanni e all’inizio c’erano solo 17 studenti di varie età, ma che importa? I genitori – mossi da uno spirito missionario, quasi da «Padri Pellegrini»-  erano più che soddisfatti di essere riusciti a concretizzare il loro progetto. Purtroppo nell’arco di un anno fecero fronte a una situazione finanziaria difficile: la scuola non aveva fondi sufficienti per continuare. Anche in questo caso i genitori non si persero d’animo e trovarono una soluzione: fondarono un’associazione non-profit con lo scopo di dare un’educazione Anglo-Americana ai ragazzi: la battezzarono THE AMERICAN COMMUNITY SCHOOL OF MILAN. Il 25 giugno 1963 i Signori Artemis Joukowsky, Lawrence Dalmazzo-Auckland, Glenn Hankins, Arnold Fried, William Malcol and Daniel Gilioli si recarono a Milano dal notaio Dott. Carlo Locatelli  per firmare e registrare la “Costituzione di Associazione”, documento fondatore della Scuola Americana. Nel 1973 fu rimossa la parola “Community”: da allora la scuola è nota come American School of Milano. Del Consiglio di Amministrazione facevano parte i Signori Anthony Abbruzzese, Lawrence Dalmazzo-Auckland, Paul Austin, Arnold Fried, Daniel Gilioli, Glenn Hankins, William Malcom, Artemis Joukowsky, Dean Parenti, John Petti, Thomas Spiers and Arthur Sucsy. ltri nomi da ricordare: Thomas Spiers (Presidente), Lawrence Dalmazzo-Auckland (Vice-Presidente), Paul Austin, (Tesoriere) e Inez Petti (Secretario). Nel corso degli anni la Scuola è stata finanziata dalle generose donazioni della piccola – ma sempre più numerosa – comunità che aveva partecipato alla fondazione. Questa generosità è una particolarità che ha caratterizzato la crescita della Scuola Americana nei cinquant’anni della sua storia. Dal 1963 al 1976 la Scuola Americana ha traslocato varie volte: da Sesto San Giovanni a via Bramantino, da Via Spadari per i grades 7-12 a Via Bezzola per la scuola elementare e junior high school e quindi in via Bocchetto in centro a Milano.

Infine un accordo fu trovato con l’Ing. Lorenzo Borlenghi, un agente immobiliare che dono’ una proprietà di 9 acri (36.421 m2) situata a Noverasco di Opera, 6 km da Milano, dove è sorta la sede definitiva della ASM. I fondi per la costruzione dell’edificio (ora in fase di ingrandimento) furono ottenuti tramite la CARIPLO grazie agli accordi negoziati dall’allora Tesoriere Signor David Scott; la CARIPLO si impegno’ purché i fondi fossero utilizzati per la costruzione di una scuola non-profit; altre banche statunitensi con sede a Milano contribuirono ai finanziamenti e/garantirono i prestiti. L’ultimo capitolo è iniziato nel 2009 con l’ingrandimento della scuola, che ora possiede:

Sette laboratori ultramoderni

Una sala conferenze

Una biblioteca multimediale con 27.000 volumi

Un teatro

Un modernizzimo studio cine con software e hardware per montaggio video

Due grandi palestre all’americana

Due spaziosi studi per attività artistiche

Un campo di football

Due campi da tennis

Un campo da basket in esterni

Zone ricreative separate per i bambini dell’asilo e delle elementari

Ana mensa con cucina (cibo eccellente)

Diverse sale conferenze.

The History of the American School of Milano: A modest start for a grand idea (LINK sito web della scuola)